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Alberto Poratelli

Le INTERVISTE di PIPAM
di Massimo Strumia (Massimo)

ALBERTO PORATELLI



Alberto “ Otrebla” Poratelli e' un validissimo costruttore di canne in bamboo. Ho avuto la fortuna di provare alcune sue canne e ne ho subito apprezzato l'azione piacevole e moderna, l'estetica accattivante e la grande leggerezza. Quest'ultima prerogativa dipende in parte dagli innesti in bamboo anziché in metallo, un marchio di fabbrica di tutte le sue canne.
Alberto e' vice-presidente dell'IBRA (Italian Bamboo Rodmakers Association), un'associazione che ha unito gli appassionati delle canne in bamboo e del "rod making" di tutta Italia e che ha soci anche in Europa e negli Stati Uniti.
Quando non e' alle prese con la pialla, va a pescare in Valtellina e, in particolare, nella sua amata Valchiavenna.



M: Ciao Alberto, la prima domanda e' quasi d'obbligo: quando hai iniziato a pescare?

A:  A 8 anni. Munito di canna fissa e bicicletta andavo a pescare le carpe nelle cave nei paraggi di Bovisio Masciago, il paese in cui tuttora abito. Lo spinning e' venuto qualche anno dopo.

M: Quand o sei passato alla pesca a mosca?

A:  Nel 1983. Acquistai canna, mulinello e coda di topo in un negozio di Como, il mitico Stella, che ora non c'e' più. Il titolare del negozio mi portava a lanciare in via Garibaldi, in pieno centro storico! Penso che molti passanti ci abbiano considerati come minimo degli eccentrici...
Ricordo che pescavamo dalla barca i cavedani del lago. Ciò presentava un duplice vantaggio: per prima cosa sono convinto che se un pam si abitua a pescare i cavedani dopo considererà facili trote e temoli. Il secondo vantaggio consiste nel fatto che, lanciando dalla barca, per un neofita e' impossibile agganciare rami o arbusti! Comunque da quando ho iniziato con la mosca ho pescato solo piu' in questo modo e ho venduto il resto dell'attrezzatura.

M: Ti capisco, per me fu lo stesso. Quali sono i tuoi itinerari prediletti?

A:  Soprattutto la Valchiavenna, che conosco molto bene. In particolare mi piace pescare il torrente Scalcoggia e diversi laterali del Liro. Anche i laghi alpini (Angeloga, Nero, Ballone, ecc...) mi hanno sempre attirato. Mi ricordo dei bellissimi salmerini del lago di Lei, pensa che recentemente l'hanno svuotato per lavori di manutenzione.
Un capitolo a parte lo merita il Ramo dei Prati. Da un punto di vista prettamente alieutico ci saranno anche luoghi migliori ma l'ambiente naturale e soprattutto lo splendido gruppo che lo gestisce da anni fanno si che ci torni sempre molto volentieri.

M: Altra domanda di rito: quale tecnica preferisci?

A:  La mosca a secca. Dopo un quarto d'ora di pesca a ninfa generalmente mi stufo, a volte anche se sto catturando! Comunque sono più interessato al "come" arrivano le catture piuttosto che al numero.

M: Quand o e' nata la tua grande passione per il bamboo?

A:  Nel 2001 costruii la mia prima canna in bamboo. Impiegai quasi un anno e mezzo per terminarla! Infatti mentre costruivo la canna dovevo anche realizzarmi e procurarmi gli attrezzi necessari: planning form, forno, ecc... Sicuramente e' una grande passione. Devi sapere che solitamente vado a pescare di Sabato. Ebbene, pensa che qualche volta mi alzo, scendo in garage e, mentre sto caricando l'auto per uscire a pesca, mi capita di buttare l'occhio su qualche canna in costruzione... Spesso la tentazione e' troppo forte: abbandono i miei propositi "alieutici" e mi metto alla pialla per continuare il lavoro!
E' più forte di me, il "rod-making" e' una piccola droga. Poco fa mi hai scattato alcune foto mentre ero al tavolo di lavoro e adesso mi hai fatto venire voglia di piallare. Mi piace la sensazione della lama che taglia il bamboo, il profumo del legno (per mia moglie e' solo puzza! ).

M: Alberto , mi hai un po' inquietato! Prima che ti venga lo sghiribizzo di piallare anche il sottoscritto (P.S. per l'enorme ritardo con cui ho consegnato questa intervista alla redazione ne avrebbe tutte le ragioni...) ti pongo un'altra domanda: com'e' nata l'IBRA?

A:  Si può dire che il gruppo "storico" (Gabriele Gori, Ghost, Marco Giardina e io) si sia formato proprio grazie al forum di Pipam. Io stavo iniziando col rod-making ed ero affamato di informazioni. Mi ricordo ancora gli interessanti interventi sul forum di Gianni Nese (Gio') e del mio maestro Rsavli.

M: Dove hai conosciuto Gabriele Gori, l'attuale presidente dell'IBRA?

A:  In occasione della fiera che si teneva a Salsomaggiore. Breve inciso: era una fiera molto ben organizzata e piacevole, e' un vero peccato che non si faccia più! Comunque erano presenti Walter Rumi, Marco Boretti ed il sottoscritto. Ebbi modo di conoscere Gabriele e di parlare della nostra comune passione per le canne in bamboo.
In seguito a quell'incontro organizzammo prima un raduno con la presenza di 10/15 appassionati e poi riuscimmo a fondare l'IBRA. Era il 2005.
L'IBRA rappresenta una novità assoluta perchè già da prima vi erano molti abilissimi "rod-makers" che però operavano in solitaria. Nell'IBRA invece, c'e' un grande lavoro di gruppo e molta progettazione.
In precedenza si lavorava quasi unicamente su progetti basati su alcuni modelli classici di canne in bamboo, con l’IBRA invece abbiamo unito le nostre rispettive competenze e questo fa la differenza. Gabriele, Giovanni Nese, Marco Giardina, Marzio Giglio, io ed altri facciamo molta ricerca e condividiamo al massimo le nostre esperienze. Lo stesso Walter Rumi, abilissimo costruttore di canne in bamboo da decenni, ha riconosciuto di avere avuto molto in termini qualitativi grazie al contributo dell'IBRA.

M: In che cosa consiste la vostra attività?

A:  Siamo molto attenti alla parte formativa e divulgativa, come è previsto dallo statuto. Ogni anno organizziamo un corso, che raggiunge con grande anticipo il numero massimo di iscritti, al termine del quale tutti i partecipanti sono stati in grado di costruirsi la loro prima canna in bamboo.
Partecipiamo spesso alle varie fiere del settore (sia in Italia che all'estero), organizziamo raduni nazionali e, da pochi anni, anche europei. Ad uno dei nostri più recenti raduni erano presenti un brasiliano, un neozelandese, due sudafricani, americani ed europei. Negli anni sono intervenuti personaggi del calibro di Bill Harms, Rolf Baginski, Bjarne Fries, Jeff Wagner, Jerry Kustich, Glenn Brackett e Hoagy Carmichael.
Abbiamo anche un sito web (http://www.rodmakers.it/) all'interno del quale e' possibile trovare un link che consente di accedere al "Bamboo Journal", la nostra rivista on-line. E' possibile leggere i vari numeri (doppia versione italiano/inglese) oppure scaricare i PDF ad alta risoluzione. L'unica sezione che, volutamente, manca e' il forum perchè preferiamo utilizzare quello di Pipam, verso il quale abbiamo un debito di riconoscenza in quanto strumento che ci ha permesso di conoscerci.

M: Parlami della vostra collaborazione con Roberto Pragliola.

A:  Eh Roberto e' davvero un personaggio unico nel panorama della pesca a mosca italiana! E' anche un po' burbero. La prima volta che tentammo di intavolare il discorso su una possibile collaborazione, ci rispose qualcosa del genere: "Ma Non rompete i … col vostro bamboo!".
Tuttavia noi siamo perseveranti e in un'altra occasione riuscimmo a fargli provare alcune canne. Lui rimase stupito e ammise che non erano male.
La nostra collaborazione con Roberto iniziò da quel giorno. Sulle 18 canne che aveva provato, considerò particolarmente interessanti tre modelli. Su quella base iniziammo a lavorare per alcuni mesi e finalmente, alla trentatresima canna, arrivò il sospirato OK! La I.R.P. 7232 (Ibra Roberto Pragliola 7'2" per coda 3, 2 pezzi) venne presentata al W.T.O. nel Settembre del 2007. In occasione di quell'evento avevamo costruito 4 canne uguali: una per Pragliola, una per il Museo di Castel di Sangro, una per l'IBRA e una come premio per la riffa durante il W.T.O. (quest'ultima venne vinta da Claudio Tosti). A questo proposito voglio raccontarti un piccolo aneddoto. Devi sapere che le differenze, per il medesimo modello, tra le canne in bamboo sono ancora più piccole di quelle che si possono riscontrare tra le canne in carbonio.
Proprio per questo motivo quando, un paio di settimane prima del W.T.O., facemmo provare le 4 canne a Pragliola e lui ci disse che erano tutte valide ma una gli piaceva di più, la maggior parte di noi pensò simpaticamente che Roberto bleffasse un po'. Le canne erano terminate ma non ancora verniciate e del tutto irriconoscibili tra loro. Un po' subdolamente mettemmo da parte la canna prescelta da Roberto. A distanza di due settimane (questa volta le canne erano state verniciate) ripetemmo il test... ebbene Roberto non ebbe la minima esitazione nell'indicare di nuovo come sua preferita la canna che aveva già scelto in precedenza.
Una sensibilità di braccio davvero fuori dal comune!

M: Notevole. Grazie mille per la tua disponibilità Alberto, a presto!

A:  Ciao Massimo, un saluto a tutti i lettori di Pipam!



Massimo Strumia (Massimo)

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