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Edgardo Donà

Le INTERVISTE di PIPAM
di Valerio BALBOA Santagostino


EDGARDO DONA'
www.flytiersworld.com




Edgardo Donà, personaggio molto conosciuto in Pipam (Edy Wan) e nel mondo della pesca a mosca in generale, ha insegnato a decine di amici la pesca con la ninfa.
Lombardo dal caratterino non facile , tanto ruvido nella vita, quanto prodigo di insegnamenti in acqua, è il nostro garista per antonomasia.
Dal 94 in Nazionale, ha disputato 11 mondiali e 9 europei, conquistando 11 medaglie internazionali. E’ stato campione italiano individuale ed è un istruttore dell’EFFA ( European Fly Fishing Association ).
Gran costruttore, ha una consolle da tyer che assomiglia più a una conceria industriale ( dal numero di peli e piume in giro ) che a un tavolo da costruzione.
Nato nel 64, pesca dall’ 84 a mosca. E’ stato area manager di una multinazionale per la distribuzione di bevande e ora è titolare della Flytiersworld, azienda che distribuisce i marchi Greys, Scentific Anglers, Varivas e tutti i suoi private label.
Ha partecipato parecchie volte alle trasmissioni di Sky, girato DVD con la Reelvideo ed è stato articolista per Sedge & Mayfly e redattore di Pipam.
Due figli, un maschio ormai grande e una deliziosa femminuccia ma soprattutto una donna meravigliosa, Sabrina, che lo sopporta ( ma quest’ultima frase non gliel’ho detto che l’avrei messa )..


V: Ciao Edy, da quando e con che tecnica hai iniziato a pescare?

E:  A cinque anni avevo già la prima canna in mano. Pescavo a passata. A 20 anni iniziai con la mosca. Ho scoperto che avevo un contatto con il pesce diverso da qualsiasi altra tecnica ed ero affascinato dalla costruzione degli artificiali. Durante il periodo estivo frequentavo Chiavari e lì conobbi il mio grande maestro, Mario Altora, genovese di Carasco, garista a livello di Nazionale.

V: Da subito le gare?

E:  Da subito, nell’ 85 con il campionato provinciale sul Pioverna.


V: Cosa ti attira nelle gare di pesca a mosca?

E:  Sono sempre stato molto competitivo, ho fatto equitazione e atletica. La sfida è prima di tutto con il pesce e poi con gli altri pescatori. Mi piace mettermi in discussione e in confronto con gli altri. Le gare poi sono state un mezzo per viaggiare in tutto il mondo e conoscere tanti amici con i quali sono rimasto in contatto.

V: Atletica? Immagino nel mezzofondo? ( Edy, da sempre, supera la quintalata…)

E:  Velocità e ostacoli, pistola !!

V: Pistola !! mi è andata bene, mi aspettavo di peggio ...
Il più bel ricordo da garista?


E:  Secondo individuale in Rep.Ceka nel 2000, nel santuario della pesca a ninfa. Mi è mancato un punto e…vabbè.


In Rep.Ceka, sotto la neve

V: Il più grande rimpianto?

E:  Wayoming, Usa, primo dopo due gare, terzo dopo quattro gare, e cappotto a causa di un settore di merda nell’ultima, che mi ha portato giù in classifica, purtroppo. Anche il quarto posto individuale in GB nel 2000 mi ha lasciato dell’amaro in bocca. Ho perso tanti di quei pesci…


Sul Tevere a ninfa

V: Cosa pensi delle gare di pesca a mosca?

E:  Hanno contribuito allo sviluppo di tecniche e nuovi materiali, questo non è da mettere in discussione. A me personalmente hanno permesso di pescare almeno in 15 nazioni, in un’infinità di acque, e ad avere amici in tutto il mondo, con esperienze diverse che mi hanno arricchito moltissimo.


In Valtellina

V: E’ faticoso un campionato?

E:  Si molto, peggio che un mese di lavoro a 18 ore al giorno senza soste.

V: Come mai, spiegacelo.

E:  Sveglia alle cinque del mattino, spostamenti anche di 200 km, gara e a nanna all’una di notte, perché devi anche costruire quella maledetta mosca che ti manca. Tensione addosso per due settimane, si perde peso, e tutto sotto l’egida della tua bandiera. E non è poco ! Ci tengo al mio tricolore.


L’espressione del volto è un programma!

V: Nei campionati, quanta ninfa e quanta secca?

E:  75% ninfa/emergente e 25% secca.

V: Credevo molto meno con la secca!

E:  Il pesce è naturale, non è d’immissione, quindi bolla e di conseguenza molto spesso bisogna adattarsi immediatamente a quello che dice il fiume. Le gare infatti mi hanno portato a leggere l’acqua e a pescarla senza lasciare nulla al caso e nel più breve tempo possibile.

V: Perché, avete poco tempo?

E:  Pochissimo, abbiamo circa tre ore per ogni manche e il settore è lungo dai 150 ai 300 metri.


V: Le competizioni invece, nella tua nuova attività, cosa ti hanno dato?

E:  Sto studiando delle canne da ninfa disegnate su mio progetto adatte per una pesca leggera, dall’azione reattiva in ferrata ma sicure nel recupero, perché avranno la capacità di assecondare le fughe.
Pescando esclusivamente con ami senza ardiglione risulta essere un fattore molto importante. Inoltre metto a disposizione la mia esperienza e professionalità acquisita in tutti questi anni.


Edy durante una lezione a ninfa a un’allieva coreana

V: E per la secca, ci hai pensato?

E:  Si assolutamente. Il mio amico Fosco Torrini sta collaborando con la mia azienda e nello stesso progetto abbiamo incluso una 7.6#3 e una 8#4. E Fosco ha un nome che è una garanzia.

V: Che canna consigli a un principiante?

E:  Una 9 # 5, è una canna che ti permette di usare di tutto, dalla secca allo streamer.


V: Mi trovi completamente d’accordo. Il pesce che ricordi di più?

E:  Un trota presa nell’ 85 a Cismon del Grappa, di oltre tre chili e mezzo. Una fario stupenda, sul Brenta, a secca, con una March Brown. Un’emozione incredibile… ti immagini, ero all’inizio.

V: Che pesce invece vorresti prendere?

E:  Un Tarpon di 120 libbre !


V: Cosa pensi delle scuole di lancio?

E:  Utili e importanti ma gestite da talebani, ma guai se non ci fossero, comincio però a vedere una svolta importante.


In Argentina con la troupe di Skybigfish e le guide

V: Gioco della torre: secca, ninfa o streamer?

E:  Streamer, perché mi piace poco anche se lo so adoperare molto bene.

V: Un garista, un istruttore di lancio, o un buon pescatore?

E:  Un garista, perché avrei un concorrente in meno


V: Come vedi la pesca a mosca ai nostri tempi?

E:  In continua evoluzione ma con margini enormi di miglioramento anche perchè l’estero ha un numero importante di pescatori a mosca e potrebbero fare molti proseliti anche qui da noi.


Rio Mallego, Argentina

V: Come vedi il pescatore a mosca nostrano?

E:  Troppo agghindato e poco pescatore.

V: Si però tu li vendi e ci devi campare con questi ammenicoli.

E:  Si, li vendo e vorrei venderne di più ancora

V: No-Kill, che ne pensi?

E:  Una delle soluzioni e necessità per i nostri fiumi, anche se non bisogna esagerare.
Nel killare è importante avere una misura e una regola dettata spesso dal buon senso.


V: Hai preso un brevetto prestigioso, quello dell’EFFA, cosa ti ha dato?

E:  La consapevolezza che l’impegno e l’allenamento ti portano a ottenere dei buoni risultati e in pesca un lancio ben eseguito ti fa catturare magari un pesce in più, e in gara, fa la differenza. E poi, se lanci meglio, lo stile ci guadagna. Vedere dei bei lanci fa sempre piacere. E poi mi è venuta un’idea. Mi voglio preparare per il Master.


In Corsica con un dentice di 8 kg.

V: Auguri allora !
Squadra ideale per affrontare un mondiale: Edy e…?


E:  Mario Altora, il mio secondo maestro Enrico Copello, Fosco Torrini e Pascal Cognard.

V: Ok, però io vi faccio da porta canne !
Che attrezzatura porteresti avendo solo una scelta?


E:  10 piedi # 4, una phaseant tail con 3 metri di finale e un tippet dello 0,14.

V: Dopo il lavoro nella distribuzione di bevande, sei soddisfatto della tua nuova attività?

E:  Completamente, anche perché oltre che essere un lavoro, è la mia grande passione e anche la scelta dei materiali diventa una selezione dettata da sensazioni, esperienza e profonda conoscenza in materia.


Rebecca, il più bel pesciolino della mia vita

V: Tuo figlio ventenne, pesca?

E:  No, gli piacciono le moto, i computer e le signorine e quindi tutto quello che ho, lo lascerò a quegli st… dei miei amici

V: Bhè, Edy, mi metto in fila anch’io allora fin da ora
Un pensiero agli amici di Pipam?


E:  Litigate di meno e pescate di più
E prima di giudicare che una tecnica non vi piace, provatela e cercate di impararla.

V: Hai una consolle da costruzione davvero straordinaria.

E:  La costruzione è sempre stata la mia grande passione ed è cominciata prima della pesca a mosca perché costruivo camole per la camolera.


V: Sei socio dell’IFTA?

E:  Eccome, socio fondatore pure.

V: Ti vedo spesso in televisione, qualche altra novità per il futuro?

E:  Si, con nuove trasmissioni di Sky riguardanti costruzione e tecnica in acqua in primavera e vorrei anche segnalarti l’imminente uscita di due nuove 10 piedi da me progettate per la pesca a ninfa. Una coda 2-3 e una 4-5.


Edy, Matteo De Falco e Gianni Gronchi in Argentina

V: Effettivamente ti mancava solamente il rodmaker.
Grazie Edy, sei sempre bello salace e spiritoso.
Un’ultima cosa: sai che sono in debito con te da quando mi hai insegnato la ninfa e ti sono riconoscente.


E:  Bhè, almeno tu lo sei, molti invece, negli anni, hanno dimenticato…

V: Può darsi, non farci caso, ma in cuor loro sanno che come pescano, lo devono a te.



Valerio Santagostino (BALBOA)

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