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Fosco Torrini

Le INTERVISTE di PIPAM
di Valerio BALBOA Santagostino

FOSCO TORRINI




Fosco Torrini è nato a Firenze nel 1945 ed è uno dei nomi più conosciuti nel nostro paese nel campo della pesca a mosca. Anzi direi che insieme ad altri pochissimi pescatori ne è stato un fondatore. Ha insegnato a centinaia e centinaia di appassionati la nobile arte della mosca. Accompagnato con Anna, ha due figli ed è nonno di due gemelli Ha sempre vissuto a Firenze, ma nel 98 si è trasferito a Milano per lavoro e per ragioni di cuore, dove ha continuato a produrre portafogli e articoli in pelle, la sua professione di sempre. E’ stato eletto “Pescatore dell’anno” nel 2007.




V: Ciao Fosco, quando hai iniziato a pescare?

F:  I primi ricordi risalgono a quando ero piccolo con mio padre. Usavamo canne dolci ( quelle che si usavano negli orti per i pomodori ) costruite da artigiani e andavamo a carpe. Mi ricordo che mi legava a un albero con una corda per non farmi cadere in acqua trascinato dalla carpa
Crescendo, ho fatto un po’ tutte le pesche: passata, spinning … con dei rotanti e poco più. A mosca invece ho iniziato 35 anni fa, grazie a un ragazzo che lavorava in azienda da me. Me la propose e li vicino c’era un magazzino di articoli da pesca. Andammo e prendemmo due Pezon e Michel, Parabolic Suprem Normale, me lo ricordo ancora … Non avevamo la minima cognizione del lancio. Non ci siamo trovati naturalmente nonostante vari tentativi e un’ infinità di prove. Proprio in quei mesi ha aperto finalmente il negozio RP a Firenze. Erano i tempi di Roberto Pragliola, Piero Lumini, Roberto Daveri, Franco Alinei, Massimo Gigli, Alberto Del Buono e cosi ho iniziato con loro.. Sono andato a trovarli e ho imparato a lanciare. Ancora oggi ho vivido nella memoria la prima volta che ho visto la coda distendersi in maniera giusta alle spalle. È come quando si impara a non cascare in bicicletta. Non si scorda mai.

V: Parlami un po’ del lancio di allora.

F:  Ci sono state accese diatribe sul lancio tra Cipm e Fly Angling Milano, le due grosse associazioni dell’epoca.

V: Ma dai, non ci credo …

F:  Si diceva che non serviva lanciare lungo, oppure che una ferrata non si effettua dopo una certa distanza, etc … e allora facevo migliaia di chilometri l’anno per smentire queste teorie. Oggi è abbastanza normale vedere una persona che lancia bene lungo, ma 30 anni fa non era cosi.
La tecnica era ancora approssimativa, la coda oltre la metà non la si vedeva mai … Quando lo dimostravi sul campo, ci rimanevano malissimo …


In pesca sull’Arzino, in Friuli


V: Ti hanno fatto pure un articolo correlato da foto, con la distanza e il pesce preso a questo proposito, sul Sangro ( ndr: visto e letto ).

F:  Si, e poi spiegavo o chiedevo perché non sarebbe servito lanciare lungo.
Conta che l’attrezzatura non era come adesso.
Ho fatto anche delle canne, 25 anni fa, ad azione rapida, di punta. Prendevo dei grezzi dalla Diamond Back a spigot e potevo quindi lavorare sul centro canna molto bene.
Si chiamavano: la Centauro super e la Snake, più rapida. Con avvolgimento in calza di kevlar. Due pezzi, 7.6 #5.
Come hai potuto provare, l’azione di queste canne ha preceduto quella degli attrezzi moderni.

V: Quando hai cominciato a scrivere di mosca?

F:  Ho iniziato nella metà degli anni 80 su Mosca e spinning, dove scrivevo articoli tecnici ( ogni numero un lancio diverso ) e itinerari. Adesso continuo a scrivere sulla stessa rivista con la mia rubrica di domande e risposte.

V: E i corsi di lancio?

F:  Era molto sacrificante, ogni settimana facevo due giorni di corso alla sera e magari uno era a Orvieto e l’altro a Bolzano.
Sono stato criticato perché facevo pagare i corsi. Fino allora avevo solo rimborsi spese dalla società. La decisione di farmi pagare l’ho presa dopo 10 anni. Avevo finito l’ennesimo corso, andammo a mangiare una pizza e con me dieci allievi. Mi sono sentito dire –“ Scusa Fosco, avremmo voluto pagarti la pizza, ma sai, siamo un club povero …”- Da quel momento ho cambiato tutto. Bisogna farsi pagare per essere apprezzati, Valerio.
E pensare che tornavo alle tre di notte …. il tutto per la passione ….
Ho fatto anche diversi filmati per Fish Eye …

V: La mitica scalata in corda doppia?

F:  Si, era un filmato di Fish …

V: La rifaresti?

F:  Con lo spirito si, come fisico non saprei … È stata dura, per l’attesa soprattutto. Ero appeso all’imbragatura e non riuscivo a respirare, mi stringeva tutto.

V: Dov’eri?

F:  Sul Bevera, in Francia, vicino al confine con l’Italia. E’ un affluente del Roya.

V: Fosco, hai rischiato di perdere gli zebedei ma è rimasto un cult nella pesca a mosca!
Senti, … un rumour. Ho sentito che la Sim vuole trasferirsi dalle nostre parti e magari darti un incarico. Ne sai qualcosa?

F:  Non ne so assolutamente niente …

V: Vabbè, il solito chiacchiericcio infondato … però non sarebbe male.
Come vedi la pesca a mosca in Italia?

F:  Non è cambiato nulla dai miei tempi per quanto riguarda la pesca. C’erano le stesse problematiche di adesso. Inquinamento, pochi pesci, etc … oggi si sono aggiunti i cormorani, però …


... e sul Brembo con canna in bamboo


V: E per quanto riguarda il mondo Pam?

F:  In Italia il pescatore a mosca è rimasto tale e quale ad allora. Ti faccio un esempio: siamo come gli indiani d’America, tanti ma svincolati. Ognuno si crea la propria realtà e non avremo mai la possibilità di unirci e fare forza tutti insieme. Se poi aggiungi che si lotta senza soldi ….


Trota del Brenta


V: Cosa fai ora nel campo della pesca a mosca?

F:  Corsi, e sono Presidente del Fly di Vigevano che gestisce il Ramo dei prati.
Ho iniziato anche una collaborazione con Flytiersworld di Donà, come responsabile e tester dei materiali nuovi.
Sto aspettando infatti il primo prototipo della canna Greys che porta il mio nome. L’ho disegnata personalmente ed è una 8 #3-4 effettiva.
La scelta della 8 è stata una questione di mercato. Volevo fare una canna con caratteristiche di lancio moderno ma adatta per tutti. Seguirà comunque una 7.6 più specifica, per i più esigenti . E un’altra che non supererà i 7- 7.2, per coda 3.
Ho disegnato anche delle canne per la Modern Fly di Aldo Silva, le Arrow, una 7.6 - 8 - 8.5 e una 9 per coda 5.
Domani ( ndr il 30 Novembre) esce per esempio un filmato su Caccia e pesca sul canale Sky.

V: Miiiii…. ne vedremo di belle !!!

F:  Credo di si, sintonizzati alle 19,30…

V: Lanci a due mani?

F:  Si, l’ho usata inizialmente a salmoni in Scozia, Irlanda e Norvegia, poi è rimasta un attimo ferma e l’ho rispolverata ultimamente a cheppie sul Po.


Sul Po a due mani


V: Il pesce che ti ha lasciato il segno?

F:  Ne ho diversi ma stranamente non grossi, per esempio: avevo fatto un articolo su Pesca In che si chiamava “Il rametto maledetto”.
Era un pesce assolutamente normale ma stava in una posizione affascinante e di conseguenza quel fatto lo rendeva enorme.
Avevo l’acqua alla vita, un rametto sporgeva pochi centimetri da lui e dovevo infilare la mosca in uno spazio ristrettissimo, e per di più da una distanza notevole.
Anche sul Sangro me ne ricordo di grossi, ma mai cosi difficili come questo appena citato.
Quando ho visto arrivare la mosca nella posizione giusta, quasi non ci credevo.

V: Dov’era ?

F:  In Friuli, sul Torsa


Fosco sul Chiese


V: Il pesce invece che vorresti prendere?

F:  A oggi un pesce come quello sul Torsa mi appagherebbe la giornata.
Però mi è capitato di pescarlo quel pesce e allora mi domandavo –“.. e adesso che l’ho preso? ”-
-“Che faccio ?”-
-“Ho finito di pescare …. peccato ….”-

V: Hai mai dovuto affrontare una brutta situazione durante un’uscita di pesca ?

F:  Ti racconto un altro aneddoto di come ero pazzo. Ero sul Torsa e c’era un tratto di fango. Il mio modo di pescare era estremo, spesso andavo con una corda e un rampino per uscire dall’acqua … Incontro un amico e mi dice –“ Lo sapevo che c’eri anche tu!”- Gli rispondo -“ Perché, hai riconosciuto la macchina? “- E lui –“ … no, ho visto le impronte delle mani sul fango !”


...e sull'Idrica


V: Il paese che ti ha lasciato il segno?

F:  L’Austria, ai tempi d’oro però … Anche il Montenegro …. lo abbiamo fatto una ventina di anni fa e forse più con Lumini, Boretti, Del Buono e Funaro. Venti chilometri di sterrato, ma sterrato vero! Quello che ogni cento metri uno di noi stava al volante e gli altri scendevano a spostare massi.
Abbiamo pescato in fiumi che non avevano mai visto una coda di topo! Per dirtene una. C’era un fiume dove avevano bollato tutto il giorno, ma in cinque pescatori non siamo riusciti a prendere un pesce!




Lancio, ferrata e cattura sull’Idrica


V: Preferisci la pesca in caccia o su bollata?

F:  Su bollata assolutamente!
Mi piace pescare a secca, ma se la situazione lo richiede, metto la ninfa. Ammetto che non mi fa impazzire e manco mi diverto, … forse perché non la so fare bene. Il mio mondo è stato sempre impostato sulla secca, anche per il fatto del lancio. Secca estrema per di più … hai visto no … canne 7.6 di 30 anni fa!

V: Cosa pensi del No-kill?

F:  Non totale assolutamente. Perché si rischia un allevamento senza rinnovo.


A cheppie sul Po


V: Quanti giorni dedichi alla pesca ogni anno ?

F:  Un tempo, minimo due uscite alla settimana, più le ferie e poi magari pure il venerdì o la giornata infrasettimanale.
Ora non più di un’uscita alla settimana e per di più poche ore. Le ore che mi interessano, ovviamente.


Ancora sul Brenta


V: Il tuo sogno segreto ?

F:  Vorrei tanto tornare sulla Traun, quella di un tempo però e ritrovare il Sangro.
La Traun era il mio fiume, per il lancio, la pesca, il paesaggio, etc … Non eri mai padrone del fiume …
Il Sangro purtroppo non l’ho ritrovato come l’ho lasciato.

V: E la Slovenia?

F:  Non mi piace più la Slovenia … piena di iridee …
Guarda il Soca, la Sava, etc …


Sul Toce


V: Bhè, non tutti i fiumi della Slovenia sono imballati di iridee …
Che pesce preferisci cacciare?

F:  La trota assolutamente, mi da il senso del selvatico, ha qualcosa di più grintoso. Il temolo è bello ma a me sembra un fighetto.

V: Ahi .. mi sa che qualcuno si risentirà …
Preferisci pescare in acqua dolce o acqua salata ?

F:  La salata mi manca.


Volteggio...


V: Un rimpianto?

F:  Si, quello di non aver mai tenuto un registro dei partecipanti ai miei corsi. Sarei proprio curioso di sapere a quanti ho insegnato …

V: Bhè … uno ce l’hai di fronte

F:  E di non essere mai stato a Steelhead … Però l’Europa l’ho fatta tanto e pure il Nord Africa. In Marocco sono andato in torrenti e laghi sui monti Ticka. Trote belle, molto belle, importate dagli inglesi decenni prima.
Ero andato perché c’era un personaggio che portava a caccia da quelle parti dei clienti e voleva fare la stessa cosa anche con la pesca. Mi ricordo che fu un viaggio devastante: aereo, auto, mulo e pedibus.


...e lancio


V: Qual è il tuo lancio preferito?

F:  Da pesca e in torrente con acqua mossa, la posa raggruppata. Non è un lancio scenografico, ma molto efficace. In acqua morbida, il radente, spettacolare!

V: Quando lo usi quindi il radente?

F:  Per la verità non quando necessita, ma quando voglio divertirmi. Un radente ben riuscito, funzionale, ne esce uno su dieci, quindi ben difficilmente potrai usarlo con la garanzia di riuscita. Lo usi quindi come ultima possibilità, con convinzione ma senza troppe pretese.

V: Parlami del lancio

F:  È sempre stato al centro di tutta la mia attività di pesca. Ti racconto un bel aneddoto. Ero sul Livenza e dovevo fare un lancio molto lungo, ma avevo dei cespugli dietro che rompevano le palle. Pensa che mi sono rifiutato di piegarli e fare spazio. Sono particolari che ti rimangono impressi nella mente. O cosi o niente lancio, mi sono detto.

V: Continua….

F:  Mi piace pensare di essere stato uno dei pionieri del lancio e lo dico con molta onestà mentale.

V: Lo sei stato Fosco, è indubbio, anche perché so che sei una persona modesta e non ti sei mai auto lodato.

F:  Il lancio è stato molto importante anche perché l’ho curato con una passione viscerale. Questo mi porta a dover studiare i miei allievi, dai quali quasi sempre io stesso apprendo qualcosa. Nei miei corsi cerco sempre di studiare con attenzione anche gli errori dei partecipanti, perché come per quasi tutti i lanci particolari ( il paracadute, la serpentina, il sottovetta, etc…) un occhio attento li ha trasformati da errori, in micidiali lanci da pesca.


Lancio...


E poi pensa … credo di essere stato sul prato ad allenarmi non più di 3-4 volte, corsi esclusi. Il mio lancio era in pesca. Su prato magari provavo la distanza.
Ai tempi d’oro della mia persona non potevo andare a pesca libero come volevo. Il 90 % della gente di allora, come adesso d’altronde, ti veniva a vedere per vederti cascare. Non riuscivo ad andare a pescare in torrente con l’attrezzatura che volevo. Tutti pretendevano il tutto coda ma con le canne che avevo in quel momento non era facile, quindi mi costringevo, per non deluderli, a pescare con attrezzi non idonei all’ambiente. Se per caso gli dicevo che con quella canna non era possibile ottenere certe prestazioni, ci rimanevano male. Il loro sguardo era eloquente. A un certo punto me ne sono fregato e sono andato a pescare con quello che mi piaceva.


V: Hai fatto bene!
Che facevi quindi nel mondo della pesca a mosca di allora ?

F:  Entrai immediatamente nella società RP, come responsabile della scelta dei materiali, manifestazioni e corsi. Per una ventina di anni circa. Non scrivevo ancora però.


...e posa


V: Ti piace costruire?

F:  Nota dolente, è uno dei miei rimpianti.

V: Sei ancora in tempo però.

F:  Infatti, ho comprato quel mobiletto li nuovo per costruire, ma non mi ha mai preso più di tanto.
Ti confesso che me ne hanno regalate talmente tante che non avevo bisogno di costruire.
Un avvenimento però mi ha fatto riflettere.
Anni fa mi rubarono il gilet da pesca e da allora non sono ancora riuscito a rifarmi quelle scatole.

V: Non me ne parlare, hanno rubato anche a me sei scatole piene di mosche un paio di anni fa …

F:  Mi piacerebbe comunque dedicare tempo alla costruzione e penso che sarebbe anche abbastanza semplice. Se costruissi ora, farei sette tipi in varie misure. E’ quanto mi basta per pescare.

V: Bene e quali sono ?

F:  Una serie di emergenti bella ampia e completa in varie misure..
Una serie di formiche..
Ci inserisco anche la sedge, molto galleggiante per quando devo far pattinare l’artificiale..
Un paio di mosche da caccia in parachute, tipo Royal Wulff
Un terrestrial, una cavallettina per esempio…
e un plecotterino.


Con il legno sul Brembo


V: Che altri hobby hai oltre la pesca?

F:  Praticavo l’arco su sagome finte nei boschi. Sai, Prato era la patria degli stracci e quindi creavamo un muro di balle di stracci e lateralmente uno di noi faceva un piccolo sacco con gli stessi e si tirava al volo.
Ho fato anche del paracadutismo sia come civile (lanci comandati) sia come militare. Ero a Livorno. E poi la pesca, che mi ha assorbito moltissimo e continua ad appassionarmi.


Fosco sull’Adda a Morbegno


V: In tanti anni hai conosciuto molti pescatori/personaggi, uno in particolare?

F:  Stani ( ndr: Kuckiewicz ) l’ho conosciuto bene. Frequentava molto il Nera. Noi da Firenze ci andavamo spesso. Mi ricordo la sua fly box, era come quella delle pasticche Valda, forse un po’ più grande … con dentro mosche pigiate e tutte con le ali. Tanto è vero che gli chiesi un giorno perché avesse solo imitazioni alate. Mi rispose che non aveva mai visto un mosca senza ali.
Aveva una tecnica particolare, molto ravvicinata, lenta e leggera.
Sembrava un lupo in acqua.
E da li è nato forse tutto il discorso della TLT.

V: Un pensiero o un augurio per gli amici di Pipam?

F:  I siti hanno i loro pregi e i loro difetti.

V: Dimmi prima i difetti.

F:  I difetti: è un arma per qualsiasi cogl.. che non ha niente da dire e lo dice pure in maniera sbagliata. Ma meno male che poi spariscono …
Mi viene in mente un personaggio molto noto che mi disse -“Vuoi apparire ? fai polemica e sarai famoso”-
-“Si vede che questa tecnica la sanno in tanti …”-


Un momento di pausa sul Brenta


V: Scusa Fosco, sarà pure noto questo personaggio, ma a me sembra un cogl …. lui.
Comunque non mi interessa sapere chi è.
E i pregi?

F:  I pregi sono le informazioni e le notizie in tempo reale.
E poi aggiungo gli articoli di tecnica, i viaggi, i livelli delle acque.. etc … Io vi seguo comunque … leggo qua e là … magari non tutta la discussione … perché alcune sono infinite …

V: Senti Fosco, ne approfitto della presenza di Anna per farle una domanda. Posso ?.........
Anna, allora, questo toscanaccio?

A:  Ho trovato in Fosco una persona sempre molto disponibile, generosa. Era capace di ripetere anche all’infinito le spiegazioni dei lanci durante i suoi corsi. Questo per dirti che non ho mai visto il personaggio, ma sempre l’uomo. E questo suo lato modesto di presentarsi è stata la cosa che più ho apprezzato in lui. E’ sempre stato uno di compagnia e per gli amici credo abbia dato sempre il massimo. Mi sento molto fiera di questo suo aspetto. Prima del personaggio, ho amato l’uomo, e quasi mi commuovo ancora a dirti queste cose.

V: E' molto bello quello che mi hai appena detto, anzi spero che un giorno anche mia moglie possa parlare di me con questa tenerezza.
Anna, hai mai seguito Fosco in pesca?

A:  Assolutamente si, per sette anni. Caldo,freddo, neve , di tutto …

V: Allora avrai sicuramente un aneddoto da raccontarci.

A:  Qualche anno fa Fosco teneva un corso di lancio in Friuli. Alla fine dei due giorni un solo allievo ( in verità l’unico di tutta la sua carriera) non era riuscito a essere impostato. Ho visto Fosco per la prima e unica volta costernato e afflitto per il risultato. Soffriva per il suo studente e non si capacitava del mancato progresso.

V: Altro?

A:  Questo per quanto riguarda il pescatore, per quanto riguarda l’uomo….eheeee…ce ne sarebbe !!!!

V: Grazie ragazzi, bella chiacchierata. Fosco ti ringrazio anche a nome di tutti gli amici di Pipam che ti apprezzano e ti stimano.



Valerio Santagostino (BALBOA)

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