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Marica Cicoria e Alberto Salvini

Le INTERVISTE di PIPAM
di Valerio BALBOA Santagostino

Marica Cicoria e Alberto Salvini



Mi ha fatto molto piacere intervistare Alberto e Marica: due ragazzi che stanno portando in giro per il mondo il nostro tricolore. E, devo dire, con molto impegno e successo. Prima di iniziare l’intervista, vi allego un sunto dei loro “lunghissimi” curriculum:

Alberto Salvini, classe 1962, vive a Roma. I suoi zii, più volte campioni italiani di pesca al “colpo” negli anni ’60 ’70, gli hanno trasmesso la passione per la pesca. Dal 1981 ha preferito dedicarsi esclusivamente alla mosca e alla costruzione degli artificiali.
Grazie alle sue attività professionali ha sempre viaggiato in tutto il mondo, pescando in mare e in acqua dolce: Stati Uniti, Canada, Bahamas, Cuba, Antille, Barbados, Repubblica Dominicana, Cile, Argentina, Tierra del Fuego, Irlanda, Gran Bretagna, Svezia, Norvegia, Spagna, Francia, Corsica, Germania, Austria, Slovenia, Italia, Grecia, Malta, Nigeria, Zambia, Srilanka, Maldive, Seychelles, Mongolia, Australia e Nuova Zelanda.
E’ giornalista e fotografo free-lance dal 1995 per riviste italiane ed estere specializzate sul fly fishing e l’outdoor.
Ha inoltre partecipato alla realizzazione di video e documentari sulla pesca a mosca a cura di produzioni italiane ed estere.
Dal 2006 è autore e regista della serie televisiva PESCAVVENTURA per il canale Caccia e Pesca su SKY.
Ha collaborato con la S.I.M. (Scuola Italiana Pesca a Mosca) e su richiesta organizza stage per piccoli gruppi di persone o lezioni private. Tra alcuni personaggi famosi che si sono avvalsi del suo insegnamento ricordiamo Sylvester Stallone.
E’ fly tying designer per la nota azienda americana di mosche artificiali, RAINY’S FLIES, Inc.
Primo partecipante italiano a "The World Invitational Bonefishing Championship" 1997 alle Bahamas, è stato vincitore nel 1999 della “Top Journalist Cup” nella manifestazione internazionale Lough Arrow nella contea di Sligo (Irlanda), organizzato dall’Ente del Turismo del Nord Ovest Irlanda.
E’ stato Campione del Mondo al “First International Bonefish Tournament” 2001 a Cayo Largo (Cuba) e 3° classificato nella categoria Flyrod Shore STRIPED BASS al 62° Derby Annuale di Martha’s Vineyard 2007, Massachusetts USA.
E’ membro dell’ IGFA (International Game Fish Association) dal 1985 e della FFF dal 1995.

Marica Cicoria, dopo il diploma all’Accademia di danza classica di Roma, ha trascorso alcuni anni nell’ambiente artistico come ballerina e attrice per musicals. Pesca con la mosca dal 1993 ed è istruttrice dell’FFF. Viaggia e lavora con Alberto per articoli e servizi fotografici, reportage di viaggi e relazioni internazionali.
In particolare è interessata a divulgare e insegnare questo affascinante sport ai bambini e alle altre donne che solitamente devono subire la passione dei loro mariti o partners, ma che invece possono divertirsi e diventare protagoniste a loro volta della grande passione della pesca a mosca.
3° classificata nella categoria Flyrod Shore BONITO al 62° Derby Annuale di Martha’s Vineyard 2007, Massachusetts USA.
3° classificata nella categoria Flyrod Shore BLUEFISH al 63° Derby Annuale di Martha’s Vineyard 2008, Massachusetts USA.
Nel 2006 Marica decide di aprire l’azienda “The Italians” per produrre una serie di documentari sui viaggi di pesca a mosca, “Pescavventura” per il canale televisivo 235 “Caccia e Pesca” di SKY e per la distribuzione di prodotti di pesca a mosca nel mercato italiano.



V: Alberto, scusami ma devo iniziare con una domanda che mi sta a cuore. Ma come fai ad avere i capelli sempre in ordine nelle tue foto. Sei sempre perfetto !

A : Ho la fortuna di aver preso dai miei zii che erano dei gran cappelloni.
Comunque ti racconto un aneddoto della mia gioventù. Alla mattina i miei amici rimanevano sempre colpiti dal fatto che non dovevo pettinarli neanche tanto. Stavano in forma da soli. A 47 anni sono fortunato. La genetica mi è venuta in aiuto. Li ho ancora tutti in testa.
Li devo solo asciugare per via della cervicale.
Come hai letto nel mio curriculum, da giovane ho fatto per molti anni il modello di moda. Per i più grandi stilisti italiani: Versace, Armani ,Gucci..
Mi è rimasta dentro la cura dei particolari e l’attenzione verso l’aspetto estetico. Nel mio lavoro di oggi questo si traduce nel capire da dove viene la luce migliore, capire da dove spira il vento e quindi non avere il colletto della camicia alzato durante una fotografia, eliminare le pieghe dei wader, etc.. Lo capisci anche da come posiamo il pesce.
Ti confesso che questa predisposizione ci è servita all’estero. Un aspetto gradevole e il fatto di lavorare con una bella donna al fianco, aiuta.

V:  Ah di sicuro Alberto, nelle foto io preferisco di gran lunga Marica !!
Qual è la pesca che preferisci?

A : Nell’ottica di un cammino di un accrescimento continuo, come quello che sto facendo, deve ancora arrivare. Con i primi capelli bianchi ( cioè alla mia età ), divido la pesca a mosca in due. Mare e quindi salt water, e acqua dolce. Per la fresh: Il West degli Stati Uniti, con una 8 piedi # 3, a secca e finale dello 0,10, e cambiare mosche a gogo.
In mare sono in dubbio tra il wading sui bonefish e , ultimamente, gli stripers bass e i false albacore dalle spiagge.

V: Che paese ricordi con maggior piacere?

A : Per affetto gli Stati Uniti, perchè è da quando ho 18 anni che ci vado e nella flyfishing ti fa sentire veramente a casa.
Se devo pensare a qualcosa di entusiasmante, la Nuova Zelanda, selvaggia, pesci pazzeschi, …molto difficili..

V: Il pesce che ti ha lasciato il segno?

A : Il Taimen senza dubbio. Per il paese e perché era sempre stato un mio sogno. Avevo visto in un catalogo di pesca una foto con una sagoma talmente enorme che sembrava un alligatore
Mi son detto -“ Devo andarci !”-
Nel 2000 abbiamo visto la Mongolia per la prima volta. Ne ho presi due di oltre 1,40 mt.
Per 5 stagioni di seguito abbiamo poi lavorato in un campo e ne ho allamati forse un centinaio.

V: Il pesce che vorresti prendere, se ce n’è ancora uno che non hai mai preso.

A : Ce ne sono parecchi, un paio almeno.
Il Dorado, che potrebbe essere il prossimo e il Peacockbass, che vive sempre li vicino.
Ho un’altra fantasia però, molto più familiare: il Siluro.
So le taglie che può raggiungere, quindi non faccio lo snob e mi piacerebbe veramente catturarne uno.

V: Che differenza c’è tra un pescatore americano e uno europeo?

A : Un pescatore americano non conta mai i pesci che prende o che perde, l’europeo esattamente il contrario. Ha un approccio completamente diverso. In generale rifiuta la competizione.

V: E sulla tecnica?

A : Nella media gli europei sono migliori nel lancio, ma quello americano, se preparato, è un gran professionista. E più preparato è, più ne sa.
Parlo in generale: sulle mosche, sul lancio, sulle schiuse, sull’ acqua dolce e salata, sulle tecniche, etc…

V: Non dipende dal paese nel quale vivono?
Mi spiego: tutto a disposizione e con l’abbondanza che ha sempre contraddistinto gli Stati Uniti: piccoli e grandi fiumi, Caraibi, risalite di pesci di ogni tipo e stazza, e chi ne ha più ne metta.

A : No, sono convinto del contrario, é un fatto di cultura.
Nel 95 ho fatto un articolo sulle carpe a mosca e mi hanno tacciato di essere fuori dagli schemi. Un pazzo praticamente. Dicevano che non era pesca a mosca, etc… Alla fine degli anni 80 ho parlato dei Tarpon e dei Bonefish. Figurati cosa è successo.
Chi viaggiava in quegli anni, era solo per il Salmone Atlantico.
Era un fatto culturale.
Il sardo veniva in continente a temoli e trote.
In Italia siamo arrivati tardi a capire che la pesca a mosca è fatta di tanti aspetti tecnici.
Per anni la concezione era: salmonidi, “quasi” esclusivamente a secca, e timallidi.
Io sono stato fortunato, ho viaggiato molto.
Mi ricordo, sempre a questo proposito, che nel 85 ero a mosca in belly boat sul lago di Bolsena. Praticamente un extraterrestre!

V:  E’ lo scotto che si paga quando sei tra i primi a fare qualcosa. La novità infonde insicurezza, perplessità, e come conseguenza inevitabile, l’ invidia.
Mi ricordo che fine anni 70, quando attraversavo Milano con le tavole da windsurf sul tetto, la gente si girava

A : Una carpa a ninfa, una pazzia !
E che mi dici delle spigole e le carpe in Calabria ? Un’altra follia. I moschisti locali venivano al Nord a temoli.
Ero un eretico insomma…
Dovevo discutere sempre con la redazione sulla pubblicazione dei miei articoli.
Mi ricordo la mia prima canna, che tengo come un cimelio. E’ una Riccardi da Tarpon per coda 12.
Una cosa però devo dirla: era difficile trovare le attrezzature giuste per queste pesche e relativi viaggi.
Io scrivevo lettere dappertutto, bonificavo e compravo.
Riccardi ci aveva visto lungo. Era uno dei pochi che produceva canne per queste esperienze nuove.

V: Come vedi la pesca a mosca in Italia?

A : E’ cambiata molto negli ultimi anni. Ho paura di un futuro con le acque aperte a tutte le tecniche.
Il beneficio è che siamo aumentati. Avremo un maggior potere politico. Lo svantaggio: è mancata la preparazione all’approccio della pesca a mosca nei giovani. L’ etichetta. Ci sono giovani preparati ma che non sono educati. E questa è una disinformazione che riscontro dal laghetto al torrente. Non la sanno. Ma non per colpa loro, semplicemente nessuno gliel’ha mai spiegata.

V:  Non stai esagerando un pochino…

A : No, ma forse è dovuto al fatto che oggi è tutto più veloce. Internet, televisione satellitare,libri,etc..
Un approccio più graduale da parte dei club e dei negozianti forse sarebbe auspicabile. Io cerco di farlo ai miei allievi. Esistono regole non superabili, altrimenti ti rovini amicizie e giornate di pesca.

V: Una mosca che ricordi con molto piacere?

A : Ognuna ha la sua storia. E’ stata creata in tanti anni di esperienze, e di modifiche. Prendi ad esempio la mia sanguisuga in marabu. L’avevo pensata per i reservoir , ma in seguito si è rivelata ottima anche per le still water. Un altro esempio? Il gambero. Micidiale sulle spigole ma straordinario anche con gli stripe e i bone. Pensa che era nato per le spigole alle foci del litorale laziale.

V: Un rimpianto, anche piccolo piccolo?

A : Di non aver mollato prima il mondo lavorativo precedente. Avrei avuto ancor più esperienza all’estero, come guida, come pescatore, come viaggiatore. Vivo con la pesca a mosca solamente dal 98. Con Marika abbiamo dato alla nostra attività un aspetto professionale importante. Cataloghi, giornali , prodotti importati, Sky, etc..

V: Cosa pensi dei No-kill?

A : Ho sempre detto di volerne tanti, per avere acque o interi bacini vicini che siano palestre per persone che hanno meno tempo e possano fare meno km per trovare situazioni per pescare in generale. Con qualsiasi tecnica s’intende. Se non prelievi il pesce, l’impatto rimane meno pesante. Alle soglie del terzo millennio, nei nostri paesi non c’è più la fame. Credo non sia necessario killare. Senza essere un talebano però. Credo sia superato il prelievo in quanto tale. Quindi ben vengano come palestre. Ma devono avere certe caratteristiche: cestini per i rifiuti, sponde agevoli, niente bigatini in acque da salmonidi. Ma non ho mai accettato il fatto che si dedicasse un km , 600 mt, 100 mt etc…e basta. Perché non serve a niente. Lo spinning e la mosca non possono convivere insieme in una situazione cosi ristretta. Più ampia, si.
Non siamo pronti in Italia a chiudere le acque per la mosca e basta. Io non voglio convertire gli altri. Voglio fargli capire il danno minore, quindi amo singolo, senza ardiglione, etc..
I no-kill sono nati per i salmonidi, la specie più delicata delle nostre acque, non certo per i cavedani.
Quindi concludo: sono per tratti lunghi, dove possono convivere spinning e mosca. Pensa all’assurdo: nell’Arno e nel Tevere, se tocchi l’acqua quasi muori Ma sono ricchissimi di pesce, perchè nessuno lo preleva. Il pesce si adatta all’inquinamento.
Comunque oggi i giovani sono meno attaccati alla cattura rispetto a un tempo, il discorso quindi diventa più semplice.

V: Quanti giorni dedichi alla pesca ogni anno ?

A : 365 giorni all’anno, perché è il mio lavoro, come uscite 120-150. Purtroppo oggi stanno calando ma mantengono un alto grado di qualità. Stiamo lavorando moltissimo e cerchiamo di scovare acque esclusive, ma dove andiamo sempre per lavoro, purtroppo…

V: Bhè Alberto, meglio del raccordo anulare sicuramente !
Il tuo sogno segreto ?

A : L’ho raggiunto. Andare a pesca con la mia compagna.

V: Preferisci pescare in acqua dolce o acqua salata ?

A : Uguale. Esistono acque dolci e acque salate. Quando pesco troppo in acqua dolce ho bisogno di pesci che mi segano le dita e il profumo della salsedine. E viceversa ovviamente. Dopo molto mare sento la nostalgia di un mosca del 24, sullo 0,10 e un rifiuto.

V: Ti piace costruire?

A : Da morire! Vorrei tornare come un tempo, alle notti passate al morsetto. Adesso lo faccio per lavoro, esperimento materiali e dressing.
Li cambio, li modifico e li provo in acqua.

V: Che altri hobby avete oltre la pesca?

A : Più niente, è quello il guaio, ma non me ne pento.
Faccio una vita sana e mi diverto.
Il lavoro è il mio hobby. Credo lo possono fare in pochi. Ogni mattina mi alzo e non vedo l’ora di parlare della mia professione, cioè la pesca. E’ un privilegio di pochissima gente. Siamo molto sportivi comunque, in palestra andiamo sempre. Fino a poco tempo fa sciavamo….

V: Hai mai dovuto affrontare una brutta situazione durante un’uscita di pesca ?

A : E’ successo eccome. I pericoli, quando sei lontano dalla civiltà, esistono. Ti capitano all’improvviso, come il camion che si è cappottato durante un guado. Una vipera, le ferite su un’ isola caraibica, etc..Adesso meno comunque. Le imprudenze erano principalmente dovute alla foga che ci mettevo, da giovane, a pescare.
Oggi, con l’esperienza, siamo più cauti. Dopo tanti anni il pericolo lo annuso prima e lo evitiamo.
Prima di un viaggio importante facciamo comunque una preparazione specifica. Andiamo in palestra per allenarci sulle gambe e sulle braccia. Gli zaini pesanti non perdonano….

V: Marica, tra un musical e una bella pescata, cosa sceglieresti ora?

M : Ai tempi un musical, adesso ormai è passato.
Non sono più da tanto tempo nell’ambiente artistico. Per fare spettacolo devi rimanerci dentro. Ora comunque con i filmati i miei musical li faccio lo stesso.
Prendo i pesci al ritmo di musica !
Mi sono diplomata all’accademia di danza classica di Roma.
La pesca a mosca è molto vicina a quello che facevo prima.
Per il lancio, l’atmosfera, l’ambiente.
Pensa al lago dei cigni !
Le effimere sembrano delle ballerine con il tutu, come quando ero bambina.

V:  Bell’immagine Marica, davvero.
Mi è difficile solamente immaginare Alberto vestito da ballerino

M: Ai miei tempi c’erano poche opportunità per lavorare nello spettacolo.
Ero troppo giovane e timida. Ho conosciuto Alberto a soli 22 anni. Mi sono innamorata di lui. Aveva questa passione viscerale per la pesca. Per me è stato naturale innamorarmi della stessa passione.

V: Scusate, perché non frequentate i forum di Pam?

A : Sono sempre stato contento dei forum di pesca a mosca. Sono nati per una condivisione delle nostre esperienze. Ma dopo qualche anno si è persa una naturalezza e un’educazione che apprezzavo molto. Non sono stati più capaci di gestire persone che scherzavano, litigavano etc..

V:  In Pipam ci teniamo molto a un certo contegno e comportamento. Non è facile però, siamo quasi in 5000 !!
Un pensiero allora per i nostri amici di Pipam.

A: Spero di avere il tempo sufficiente per seguirvi sul forum come lettore.
E che Pipam spieghi sempre di più gli aspetti formativi, turistici della pesca a mosca.
Cioè persegua gli obbiettivi per i quali, io credo, i forum sono nati.

V: Quanto è contata Marica nella tua evoluzione?

A : Nel successo di ogni coppia c’è alla base la forza e la volontà di essere stati sempre uniti e di avere condiviso tutto: dagli aspetti lavorativi a quelli ludici, e in ultimo anche quelli personali.
Questo fa la differenza!

V: Marica, la miglior qualità di Alberto?

M : La sua passione per la pesca, un fattore genetico sicuramente, incontrollabile. Quando inizia a parlare di pesca non smette mai. E poi è solare, simpatico, allegro, vivace e pure spiritoso al momento giusto.
Questo aiuta molto il nostro rapporto. Sai, siamo sempre appiccicati. Però continuiamo a divertirci insieme.

V: Il peggior difetto?

M : Il fatto di essere molto puntiglioso, un preciso.
Alberto pretende molto da se stesso e dagli altri. Talvolta è perfino esagerato, bisognerebbe rilassarsi un pochino. Siamo troppo meticolosi.
Ci preoccupiamo di tutto.

V: Un'altra fidanzata come te non la trova più comunque !!

M : La pesca si è impossessata della nostra vita, è cosi !
Però abbiamo la fortuna di fare un lavoro che ci piace. Giriamo parecchio, abbiamo le nostre soddisfazioni.
Dovremmo forse ogni tanto godere di più di questi momenti, del viaggio. Quando siamo in giro dobbiamo fare il film, le foto, etc…
Un tempo andavamo per divertirci. Adesso siamo troppo seri.
Ci facciamo anche delle grosse litigate, ma dopo 10 minuti ci passa tutto.
Sono contenta e soddisfatta della mia vita.

V: Grazie Alberto e Marica. Un bacio a lei, lo posso dare, a te manco ci penso !
Un abbraccio e un augurio a tutti e due per la vostra professione.


Valerio Santagostino (BALBOA)

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