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Scott Mackenzie

Le INTERVISTE di PIPAM
di Valerio Santagostino (Balboa)

SCOTT MACKENZIE


Scott Mackenzie è forse il miglior lanciatore con canna a due mani in stile Spey d’Europa. Tre volte consecutive campione del mondo in distanza, nel 2003, 2004 e nel 2005. Vive e lavora a Inverness, in Scozia. Dopo 3-4 anni di lavoro alle Poste locali ha capito immediatamente quale era la sua vera strada. E’ guida di pesca, istruttore di lancio, guardia pesca e custode per la Macdonald Estate, una meravigliosa tenuta sul fiume Ness, del quale è un formidabile conoscitore da ormai più di trent’anni. A dieci anni cattura il suo primo salmone e da allora non si è più fermato. Alterna la caccia al re dei fiumi con la pesca alle trote di mare. Trentanove anni, sposato, due figli maschi che stanno già seguendo le orme del padre.

Inizio subito questa intervista, con la più classica delle domande






V: Quando hai iniziato a pescare?

S: Ho iniziato a spinning, con mio padre all’età di sei anni sul Ness. A dieci anni ho catturato il mio primo salmone proprio in una lama in piena città. A circa 11-12 anni ho iniziato la pesca a mosca. La mia attrezzatura era molto pesante. Code DT, canne in fiberglass. Era gioco forza diventare dei buoni lanciatori. Inoltre pescavo con una decina di coetanei e se volevo raggiungere zone d’acqua vergini, dovevo lanciare più lontano di loro.

V: E’ il tuo lavoro adesso, se non sbaglio?

S: Si lo è. Faccio la guida, sono un istruttore AAPGAI, faccio corsi di lancio con particolare interesse alle giovani leve, vado a fiere e partecipo a dimostrazioni in giro per il mondo. Sono inoltre testimonial per la DAIWA che ha una sede qui in Scozia. Inoltre partecipo ai nuovi progetti delle canne. In vent’anni di carriera ho fatto prendere centinaia di salmoni ai miei clienti.

V: Che differenza c’è tra i lanciatori europei e quelli americani?

S: Sono bravi: le code Skagit, alcuni lanci inventati da loro, come lo snap-t. Sono lanciatori-pescatori molto pratici e questo scambio di informazioni e attrezzature è molto utile per lo Spey. Trovo molto talentuosi anche i Canadesi e i Giapponesi. I giapponesi amano molto lo Spey, per la sua gestualità. C’è molta similitudine nei movimenti dello Spey con le loro arti marziali.

V: Underhand cast o Spey ?

S: Sai Valerio, qui siamo molto tradizionalisti. Capisco però anche i vantaggi dell’Underhand. Diciamo allora, in altre parole, che tutte e due gli stili hanno i loro vantaggi e i loro svantaggi. Da noi i fiumi sono mediamente meno profondi, più lenti e meno larghi. Peschiamo molto più in superficie rispetto agli Scandinavi. Di conseguenza le nostre code lavorano molto bene durante la passata.

V: Che futuro predici per il salmone atlantico ?

S: Purtroppo sono un po’ pessimista al riguardo. Nonostante in Scozia abbiano comprato i diritti di pesca alla foce di molti fiumi da salmoni e cerchiamo di evitare le reti a strascico, le risalite negli ultimi anni non sono state straordinarie. Anzi piuttosto modeste nel complesso. Le foche, oramai protette dappertutto, l’inquinamento causato dalle piattaforme petrolifere, la pressione di pesca con le reti in alto mare e soprattutto la pesca selvaggia e industriale del krills, nutrimento principale dei salmoni , hanno fatto il resto.

V: Scott, hai qualche sogno nel cassetto ?

S: Effettivamente ne avrei uno, da tanti anni ormai. Di catturare, qui in Scozia, un salmone di oltre 40 libbre. Il mio record è 30 libbre e vorrei superarlo, anche se credo sia un’impresa impossibile.


V: Non ti piacerebbe andare a pescare in acqua salata?

S: Ci ho pensato tante volte. La cosa mi attira, ho sentito molto parlare dei Tarpon e dei Bonefish. Ma ancora non ho avuto l’occasione di andarci. ( ho avuto la netta sensazione che questi uomini ruvidi delle Highlanders, non abbiamo nessuna intenzione di cospargersi di crema solare per andare a pescare ai Caraibi. Preferiscono di gran lunga il loro “terribile” clima).

V: Dopo il Ness , che fiumi preferisci in Scozia ?

S: L’Helmsdale in Febbraio per esempio. Che affronto di solito con code affondanti. A Maggio mi sposto di frequente sul Findhorn, delizioso fiume che posso pescare anche con canna a una mano, e con code intermedie. A Maggio –Giugno pesco anche volentieri sullo Spey con delle floating.

V:  Qual è il tuo pesce preferito ?

S: Il salmone atlantico senza ombra di dubbio. Mi piacerebbe andare in Canada, a pescare quello del Pacifico, che so molto grosso e divertente. E al secondo posto la trota di mare, che pesco volentieri di notte.
V: Parliamo un po’ di lanci. Qual è il lancio a cui sei più legato ?

S: Il single-spey. Ho anche apportato delle modifiche al lancio tradizionale. Sto molto più basso e parallelo sull’acqua. Vado molto dietro con la canna, quasi orizzontale. Con questa posizione, ottengo il massimo caricamento, un percorso più lungo e una leva ancora più potente. Il risultato è una tensione di coda formidabile, una velocità elevatissima e un loop dietro a punta. Ma tutto questo necessita di un timing perfetto.

V: Partecipi ancora a gare o a campionati internazionali?

S: Raramente. Non più come un tempo comunque. Sono andato a S. Francisco, in Irlanda e qui da noi per i miei tornei. Mi allenavo 2-3 ore al giorno e con queste attrezzature cosi pesanti la spalla e le articolazioni a lungo andare ne risentono. Ai miei tempi le gare si facevano con una canna di 18 piedi massimo. Ora ci sono giovanotti nerboruti che lanciano con canne di 21 piedi e code dal profilo studiato apposta per la distanza. Le distanze sono aumentate notevolmente. I materiali hanno dato una mano decisiva al raggiungimento di questi risultati.

V: Che pesci vorresti pescare in Italia?

S: Tutti  

V: Scott scusa, vedo che sei sempre accompagnato da quel simpatico signore in panciotto e cravatta.

S: Si. È un caro amico e un valente pescatore e costruttore. Si chiama Kenny Macdonald. E’ il tester ufficiale delle canne su Trout and Salmon.
V: Mi permetti una domanda anche a lui ?

S: Assolutamente si, fai pure.
V: Kenny, scusa che differenza c’è tra le code scandinave e le code tradizionali spey.

K: Bella domanda….dunque….Le Shooting Head assolvono perfettamente il loro compito. Ma le DT ( e qui riporto fedelmente le parole in inglese) swim better. ( nuotano meglio, la traduzione letterale). Soprattutto qui in Scozia, dove i fiumi hanno una corrente lenta. E le DT tradizionali fanno lavorare meglio la mosca.

V: Grazie Kenny e grazie ovviamente anche a te Scott.



Valerio Santagostino (Balboa)
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