SCREEN

Layout

Cpanel

Trout of the world (James Prosek)

di James Prosek
ed. Stewart, Tabori, & Chang
f.to 26 x 19 cm
224 pagine -  fotografie a colori e bn
€ 27,69 (2005)


a cura di Sandro Mandrini


Sono rimasto letteralmente folgorato da questo libro.
La prima volta che lo vidi ero ancora squattrinato studente di biologia e stupidamente lo lasciai sullo scaffale della libreria. Ci vollero diversi anni prima di riuscire a recuperarne titolo ed autore, che nel frattempo mi ero completamente dimenticato pur mantenendo vivi nella mia mente I colori e le immagini dei bellissimi acquarelli dell’autore.
Fu un riflesso condizionato quello di ordinare il libro non appena ne vidi la presentazione della nuova edizione su una rivista americana.


James Prosek è prima di tutto un grande artista e sicuramente un uomo curioso e appassionato che non si ferma davanti alle difficoltà e con l’entusiasmo degli esploratori romantici del settecento e dell’ottocento, ha viaggiato inseguendo il sogno di pescare e descrivere le trote del mondo…Alzi la mano chi di noi non ha pensato, almeno una volta, di fare la stessa cosa…
Premesso che non sono un ittiologo (anche se qualche studio in materia e tanti anni di passione per i pesci, mi hanno dato una discreta base teorica), il mio giudizio si fermerà quindi alle impressioni e alle conoscenze di un “naturalista dilettante”.
Sarebbe bello avere poi il parere di un esperto ittiologo in merito a quanto descritto nel testo in questione.
Possiedo invece la curiosità e la passione per i viaggi e lo studio della natura che in questo libro hanno trovato grande stimolo e soddisfazione.


I racconti di viaggi avventurosi in luoghi lontani e poco conosciuti e soprattutto la descrizione delle diverse specie di trote, salmoni, salmerini, lenok e taimen, sono ricchi di particolari interessanti e di curiosità sorprendenti per un animo curioso come il mio.
Non sono invece descritti i salmonidi dell’America che, se non erro, sono oggetto di un’altra pubblicazione dello stesso autore.
Si scoprono tantissime interessanti informazioni come, ad esempio, il fatto che sui monti dell’Atlante marocchino sono presenti diversi salmonidi endemici (alcuni purtroppo estinti) appartenenti al ceppo atlantico del genere Salmo Trutta e non a quello mediterraneo, come erroneamente avevo sempre pensato.

Sono descritti ben quattro diversi tipi di trota dalla bocca molle provenienti dai Balcani che nulla hanno in comune con la trota Lenok della Mongolia, che è invece imparentata con l’Hucho Taimen e il genere Salvelinus.

Si scoprono, di questo genere, tantissime e diversissime specie che popolano la Siberia e li Giappone.
Sicuramente il più bello e affascinante è il Longfin Char (salmerino dalle pinne a velo), proveniente dal Lago El’Gygytgyn, in Russia in cui sono presenti altre due specie di salmerini strettamente connessi l’uno all’altro e in perfetto equilibrio ecologico tra loro in quanto a rapporti di predazione.

Dal punto di vista geografico è interessante leggere in merito ai viaggi e ai siti di ritrovamento dei diversi pesci descritti: Dai laghi d’alta quota delle montagne del Marocco ai torrenti e fiumi della Turchia, dell’Armenia e dell’Asia Centrale. Dall’Islanda alla Siberia e al Kamchatka per non parlare della Cina della Korea, del Giappone e di Taiwan.

Sicuramente I ritrovamenti più interessanti sono quelli delle trote del Tigri e dell’Eufrate (I salmonidi autoctoni viventi più a sud nel loro emisfero originario) e quelli del rarissimo salmerino di Taiwan, protetto come un tesoro nazionale.

Sul piano della conservazione dell’ambiente e della tutela delle specie minacciate di estinzione o già estinte, James Prosek tratteggia ragionamenti interessanti che possono solo farci riflettere su quanti e quali danni l’uomo, più o meno consciamente, riesce a infliggere all’ambiente e al regno animale. Purtroppo è più facile manifestare (anche giustamente) per i massacri di balene e foche piuttosto che per l’interramento di un ruscello delle montagne del Kurdistan che era però l’unico ambiente di vita di una particolare varietà di Trota del Mar Nero.
Un caso indicativo riguarda le differenti forme di trote dalla bocca molle (genere Salmotymus) della penisola balcanica, molte delle quali si sono irrimediabilmente estinte a causa della stupidità e della barbarie umana.

Guerre a parte, anche le massicce ed indiscriminate immissioni di pesce “pronta pesca” hanno fatto la loro parte.
Questo è anche un po’ “merito” nostro che richiediamo sempre più riserve imbottite di pesce; incuranti del fatto che ogni fiume è un ambiente in equilibrio con i suoi abitanti che ad esso si sono perfettamente adattati.
Insomma questo è un libro di grande interesse scritto in modo semplice e diretto, di facile comprensione anche per chi non “mastica” molto l’inglese, ricco di notizie e di curiosità oltre che di splendidi acquarelli. Non dovrebbe proprio mancare nella biblioteca di pescatori irrequieti e appassionati.
Ho un sogno che condivido con voi:
Visitare almeno due o tre dei luoghi descritti, come il Kyrgyzstan, il Giappone, la Siberia o la penisola del Kamchatka e riuscire a “posar piume” in quelle acque!


Sandro Mandrini (The Midge)

© PIPAM.com

PIPAM Shop ...

Novità - Fly Tiers Word



Xs plus 2

NOVITA' >> XS Plus 

FINALMENTE E' ARRIVATA LA CODA DA FROLLER PER LA PESCA IN LAGO!!!

 

Leggi tutto...
Sei qui: Home Fly Magazine Recensioni Trout of the world (James Prosek)