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Il pesce e la mosca: un pescatore racconta (Carlo Rancati)

di Carlo Rancati
f.to 170 x 240 mm - disegini b/n

a cura di Beppe Saglia

“Molte ore della mia vita le ho trascorse lungo le rive di un fiume con una canna da pesca tra le mani. Ho ascoltato in quei silenzi una così vasta gamma di suoni…”
Inizia cosi “il pesce e la mosca: un pescatore racconta” di Carlo Rancati a cura dell’ Unione Nazionale Pescatori a Mosca, di cui l’Autore è presidente onorario.
Centocincinquanta paginette che si sorseggiano con gusto. Nessuna foto, disegni in bianco e nero a volte eleganti e piacevoli a volte ripetitivi, ma sempre attenti a non distrarre il contatto del lettore con la parola, che in questo libro torna a essere prioritaria.
Parole che giocano e si rincorrono nel dualismo tra il racconto di una vita passata a pesca e la spiegazione dei concetti base che un neofita desidera conoscere.
In questo gioco vince alla stragrande la parte raccontata, quella dei ricordi, delle sensazioni, delle “partite” di pesca. Pagine belle, come la scoperta della pesca a mosca, la convinzione nella scelta dell’imitazione, l’elogio alla Wickham’s Fancy, il senso dell’acqua attraverso la lettura del cambiamento degli ambienti, l’importanza del colore, in generale tutti i momenti “amarcord”, che relegano i momenti tecnici ad un ruolo di secondo piano.
Rancati teorizza e racconta la sua pesca a mosca. Che è una pesca a mosca il cui cuore si è fermato a parecchi anni fa, quando nel bene o nel male, ancora non c’era lo scambio d’informazioni che c’è oggi, l’internet, le scuole, i forum, etc, quando ancora ci volevano anni a formare un giovane PAM, e la formazione passava attraverso poche e centellinate nozioni che alcuni autori e alcuni personaggi carismatici concedevano con parsimonia. Ecco quindi che le varie dissertazioni sulle canne, sui finali, e financo sulle mosche paiono un po’ datate, sconfessate in parte dall’evoluzione delle tecniche e dei materiali, anche se conservano il pregio della semplicità e della comprensibilità.
Al neofita possono servire, come sicuramente serve la panoramica su tutto quello che è il mondo della mosca e dei pesci. Al pescatore già navigato valgono di confronto, per valutare le proprie teorie, e soprattutto per gustare quel sapore un po’ patinato e retrò della pesca a mosca “senza tempo” raccontata da un “true gentleman”.
Un libro che non deve mancare in una biblioteca personale. Per il prestigio dell’autore, fondatore ai tempi del famoso codice di Autodisciplina, e per il piacere di concedersi qualche pagina leggera al di fuori dei tecnicismi e delle iperspecializzazioni dei testi di ultima generazione.


Beppe Saglia     


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