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RITORNO IN VAL DI SOLE

Testo di Paolo Fortunati (Pablo)
Fotografie di Paolo Fortunati (Pablo), Antonio Napolitano (Flyaenne), Graziano Viviani (Flyg)
Tempo di lettura: 15 MINUTI

 

 

  Luglio 2019

 

A distanza di tre anni dalla nostra prima uscita di scouting in Val di Sole, dove ci eravamo divertiti nonostante le condizioni meteo avverse ci avessero impedito di verificare appieno le potenzialità delle sue acque, abbiamo deciso di ritornare in questa splendida zona del Trentino ricca di acque da salmonidi.
L’appuntamento è stato quindi fissato per venerdì 5 Luglio verso le 10 del mattino presso l’hotel Cova, dove avremmo soggiornato, con il collega di redazione Antonio Napolitano (Flyaenne) ed un amico utente di Pipam Graziano Viviani (Flyg).
Ad attenderci Alberto Zanella incaricato dall’Associazione Sportiva Pescatori Solandri, che gestisce la pesca nelle acque della Val di Sole.
Dopo pochi convenevoli ci mettiamo subito in marcia verso il torrente Vermigliana, splendido corso d’acqua dall’alveo abbastanza largo.
Generata da alcuni ghiacciai situati sul monte Tonale, che da il nome al più famoso ed omonimo Passo, la Vermigliana (come viene amichevolmente chiamata dai locali) scorre in un alveo di origine granitica che conferisce alle sue acque un colore molto trasparente.
Il tratto NoKill, che non necessita di alcuna prenotazione, è situato nei pressi del paese di Fucine e la conformazione è del tipico torrentone di montagna con diverse briglie (alcune artificiali ed altre naturali) che formano buche a volte molto profonde (sicuri nascondigli di grosse “nonne” che ogni tanto vengono catturate), seguite da piane di acqua lenta dove spesso le trote si mettono in attività, rendendosi insidiabili sia a ninfa (anche a vista) che a secca in presenza di schiuse!

Risalendo il tratto No-Kill

Giungiamo sul torrente verso le 10,30, mentre il sole inizia a scaldare l’aria e qualche insetto sta già svolazzando.
Ci mettiamo ad osservare dall’alto la lunga piana di acqua trasparente, intervallata da qualche masso che ne interrompe dolcemente il flusso, notando subito alcune belle trote in attività sul fondo.
Graziano nota anche qualche bollata e, dopo aver guadato silenziosamente il torrente, risale la sponda opposta a mosca secca, proprio dove aveva notato i pesci bollare.
Infatti dopo qualche passata a vuoto riesce a catturare qualche bella trota, mentre io ed Antonio a turno battiamo minuziosamente gli spot sulla nostra sponda.
Le catture non tardano ad arrivare e sono tutti pesci rustici, ben pinnati e dalle livree molto belle.

La lunga piana osservata dall’alto, con in fondo le briglie

Graziano che insidia una bella trota a secca

Ferrata di Pablo

Una bella fario di Pablo


Particolare della fario


Ferrata di Antonio su un bel pesce

Un paio di bei pesci fanno dannare Antonio, costringendolo a tornare più volte negli stessi spot durante la giornata ed alla fine riuscirà ad ingannarne solo uno...
mentre l’altro, più grosso, riuscirà a gabbarlo!

Graziano mentre risale a ninfa


Cattura di Antonio


Particolare di un bell’ibrido


L’altra trota che è riuscita a “gabbare” Antonio

Risalendo il tratto NoKill, briglia dopo briglia, incontriamo i guardiapesca locali che, dopo aver fatto il controllo di routine dei nostri permessi, si fermano a fare quattro chiacchiere.
Ci raccontano della Vermigliana e di quanto pesce la abita, ci raccontano di una grossa e vecchia fario che ogni tanto viene catturata da qualche esperto pescatore locale e che regolarmente viene rilasciata, oltre a parlarci anche dei meravigliosi laghi alpini della Val di Sole, difficili da raggiungere ma che restituiscono emozioni forti a chiunque abbia l’ardore di arrivarci!

Risalendo il tratto No Kill


Incontro con il guardiapesca per i controlli di rito

Verso sera ritorniamo nel primo spot dove avevamo visto ed anche catturato molto pesce; io decido di affrontare la parte a monte della piana proprio a ridosso delle piccole briglie naturali che formano delle promettenti pozze.
Non appena il sole si nasconde dietro i monti, lancio la mia ninfa più pesante sotto una cascatella, per farla entrare immediatamente in pesca...
Dopo qualche secondo sento uno strattone e ferro: il pesce inizia a dare forti scossoni e testate all’interno della piccola pozza, per poi uscirne molto velocemente in cerca di alleanza con la corrente principale. E’ un grosso pesce, non certo come la fariona descritta dai guardiapesca nel pomeriggio, ma pur sempre un grosso pesce per questi ambienti!
Nel frattempo Graziano ed Antonio si avvicinano, attratti dalle mie urla ed assistono alle fasi finali del combattimento, aiutandomi a guadinare la splendida trota fario di ben oltre 50 cm, sana e grassa!

La grossa fario di ben oltre 50 cm presa a ninfa

Fortunatamente, poco prima di iniziare a pescare avevo montato un finale adeguato alla mia grossa ninfa, uno 0,18 in fluorocarbon, e direi che è stata una scelta azzeccata in quanto mi ha permesso di combatterla a dovere e di forzarla quando era necessario fino al guadino. Dopo qualche foto di rito, cercando il più possibile di trattenere il pesce in acqua sollevandolo solo per il tempo necessario allo scatto, ho iniziato a rianimare il pesce che dopo qualche attimo è schizzato verso la libertà con delle poderose scodate!

Pablo la trattiene con la testa in acqua


Giusto il tempo di una foto

Il giorno successivo Alberto ed i suoi, dopo essere passati dalla sede dell’associazione per depositare i permessi utilizzati, ci accompagnano sul torrente Rabbies, affluente del Noce, dove avevamo già avuto modo di pescare l’ultima volta che eravamo venuti.

L’esterno dell’Associazione Sportiva Pescatori Solandri con la cassetta per restituire i permessi utilizzati

La riserva riserva NoKill con prenotazione obbligatoria “Le Marinolde” è composta da un tratto originario di circa 800 metri nella parte alta e da un altro, di istituzione più recente, nella parte bassa lungo circa 1600 metri.
La volta scorsa avevamo trovato il torrente con acque abbastanza torbide a causa dei temporali dei giorni precedenti il nostro arrivo, ma questa volta lo abbiamo trovato in condizioni eccellenti con acque trasparenti anche se di livello leggermente alto.

Un tratto del Rabbies

Questa riserva è l’ideale per gli amanti dei piccoli corsi di montagna, dove si pesca immersi nella natura delle nostre alpi, dove ogni cattura è sudata e dove esiste la reale possibilità di fare cappotto se non avremo l’accortezza di muoverci con circospezione, tenendo sempre bene a mente che stiamo pescando su pesci rustici quasi sempre nativi del posto!

Una rustica fario presa da Pablo


Particolare della fario dai meravigliosi colori

Abbiamo pescato entrambi i tratti di questo No Kill sul Rabbies battendo tutti gli spot a risalire principalmente pescando a ninfa, ma non disdegnando la pesca a mosca secca in condizioni di trote attive in superficie, e la pesca a streamer per stanare qualche bell’esemplare dal fondo di una buca o da qualche anfratto nascosto.

Un bell’ibrido di marmorata di Antonio


Particolare dell’ibrido di marmorata di Antonio

A questo proposito, mentre con Antonio Graziano ed Alberto ispezionavamo il torrente nei pressi di un ponte di legno inagibile, abbiamo scorto un movimento sotto la riva opposta: una bella coda di trota, nera come la pece, spuntava da una fenditura nella roccia proprio sotto al manufatto in cemento posto a basamento del ponte. Antonio allora, in preda all’eccitazione alieutica e quasi scodinzolante come un cagnolino in attesa che il padrone gli lanci una palla, per stimolare il pesce decide di montare un piccolo streamer nero leggermente appesantito e dopo qualche lancio riesce a far cadere l’insidia proprio davanti alla fenditura...
Alla prima strippata la trota esce dalla sua tana e con un attacco fulmineo aggredisce lo streamer rimanendo ferrata, una scena da panico!!! ...
Antonio lotta con vigore e prova a mantenerla lontana dalle possibili rocce sotto le quali potrebbe infilarsi per poi rompere il finale e dopo un breve combattimento lentamente riesce a trascinarla verso il guadino di Alberto che, entrato in acqua, lo aveva raggiunto...
ma quando ormai sembrava fatta...la bella trota si slama!!!!

Il ponte inagibile


La fenditura dalla quale sporgeva la trota

Peccato, era un bel pesce dai colori molto scuri, indice di estrema rusticità, ne sarebbe uscita davvero una gran bella foto!
Continuando a risalire il torrente, ci imbattiamo negli spot più disparati: piccole buche dietro ad ogni masso, quelle più profonde tra le rocce più grandi, le correntine ai margini del veloce corso principale e le zone di acqua più tranquilla dove spesso si riesce pescare a vista, sempre se abbiamo l’accortezza di non farci vedere e di non far rumore!

Un bel lancio a balestra di Graziano per raggiungere un punto preciso


Antonio incannato in una buca importante


Un altro ibrido di marmorata!

Riusciamo tutti a catturare svariate trote fario, marmorate ed ibridi dalle livree meravigliose e dalla forza inaspettata; sono pesci potenti dalle pinne molto sviluppate ed abituati ad affrontare le correnti impetuose del Rabbies, mettendo costantemente alla prova le nostre attrezzature, lanciandosi in corrente senza paura, per sfruttarne la forza con la speranza di slamarsi!

Un’altra bella fario rustica di Pablo

Verso sera Alberto decide di portarci sul Meledrio, uno splendido torrente che nasce tra il Gruppo della Presanella e le Dolomiti di Brenta, nel suo tratto NoKill con prenotazione obbligatoria e numero chiuso denominato “La Calcara”.

Indicazioni varie nel bosco, tra cui anche il cartello della riserva No Kill La Calcara

Il suo alveo è composto da un fondo sia calcareo che granitico che conferisce alle sue acque un aspetto sempre estremamente chiaro e trasparente; inoltre è un luogo paesaggisticamente molto appagante in quanto l’intero tratto è immerso in un bosco con un sentiero che lo affianca, di conseguenza risulta anche di facile accesso ma non di facile percorrenza: dovremo infatti avere buone gambe ed essere sempre cauti nei passaggi più difficili tra le rocce.

Il Meledrio nel nel No Kill in mezzo al bosco


Sempre meglio essere in due quando si pesca in montagna...

Per queste ultime due orette di pesca della giornata, ci distribuiamo sulle due sponde del torrente ed iniziamo a risalire, effettuando qualche cattura di fario di dimensioni non eccessive, adeguate all’ambiente ma dalla livrea meravigliosa. Scorgiamo anche qualche esemplare di tutto rispetto, ma quasi sempre lo vediamo all’ultimo momento mentre ormai si sta infilando in qualche anfratto nascosto.

Una bella fario rustica di Graziano


Particolare di una fario del Meledrio

Ad un certo punto però, mentre sto osservando una bella buca nascosto dalla vegetazione boschiva, noto una bella trota proprio nel mio sottoriva che sta bollando! Muovendomi con circospezione, riesco ad andare ad avvisare Antonio che stava arrivando in zona ma dalla sponda opposta: dalla sua posizione non riesce a scorgere subito la trota, un bell’esemplare stimato tra i 35 ed i 40 cm, quindi cerco di fornirgli le coordinate precise ma in quel momento lei bolla. “Vista!”, sento esclamare, e dopo un paio di lanci mentre io mi godo tutta la scena dall’alto, riesce ad allamare il pesce che dopo poco tempo entra nel suo guadino, per poi essere delicatamente rilasciato.
Bravo Antonio, una bellissima fario di dimensioni ragguardevoli...
per l’ambiente in cui stiamo pescando!

La fario di Antonio


Primo piano della fario

Anche se solo per un paio d’ore, sul torrente Meledrio abbiamo effettuato qualche cattura in meno rispetto al Rabbies, in quanto l’estrema trasparenza delle acque rende il pescatore molto più visibile, inoltre il nostro “goffo” incedere nel bosco ci fa quasi assomigliare a degli elefanti che tentano di camminare su di un “tacco 12”!
Un violento temporale, tipico in montagna, ci fa interrompere anticipatamente la pescata, permettendoci però di fare una bella doccia prima della meritata cena.
Per l’ultima mezza giornata a nostra disposizione, tutti abbiamo diversi chilometri da percorrere per rientrare a casa, ma Alberto ci vuole portare in un posto “segreto” dove ci sono delle fario meravigliose. Ovviamente accettiamo ed il mattino seguente, di buon’ora, ci avviamo verso il luogo in cui avremmo lasciato la macchina per continuare a piedi lungo un sentiero abbastanza ripido, tra alte conifere, che ci porterà in un luogo incantato!

“Starway to Heaven”

Dopo circa 45 minuti di cammino, ci si apre davanti un grande tratto pianeggiante tra i boschi incontaminati di questa parte della Val di Sole: una cosiddetta “torbiera” che un tempo era un lago alpino!

Lo spettacolo apertosi ai nostri occhi

Con il passare del tempo il laghetto è quasi svanito del tutto, lasciando spazio solo ad una specie di risorgiva serpeggiante nei verdi prati dal terreno molto soffice e trasudante di acqua.

Quello che una volta era un lago, ora è uno splendido torrentino

Appena giunti nello spot migliore, Alberto ci fa notare alcune trote in attività a galla proprio sul confine tra ombra e sole, ma ci raccomanda estrema delicatezza nei movimenti e silenzio assoluto!

Una fario ripresa di nascosto

Decido di affrontare queste elusive trote trascinandomi carponi verso la sponda del limpidissimo corso d’acqua e, non appena individuo un pesce bollare, effettuo un preciso lancio che fa distendere alla perfezione il mio finale di quasi 5 metri con una piccola effimera in cul de canard grigio/verde alla sua estremità...
Bollata...ferrata...”c’è”, esclamo, e per non spaventare le altre trote ed evitare di disturbare lo spot, cerco di indirizzare la trota verso valle dove, con l’aiuto di Graziano, riesco a guadinare una splendida fario dai colori scuri e dai pallini rossi contornati di bianco, che potrebbe sembrare un capolavoro di Giotto!

Il lancio di Pablo tra ombra e sole


Le indicazioni di Alberto sono state fondamentali


Particolare della splendida fario

Risalendo lentamente il corso d’acqua, ci accorgiamo che purtroppo le trote si sono dileguate, probabilmente allertate dal “frastuono” della mia cattura ed anche dal sole che nel frattempo si era impadronito dell’intera piana.
Dopo qualche altro tentativo di Graziano e Antonio andati a vuoto, decidiamo di rientrare per andare a visitare l’incubatoio dell’Associazione Sportiva Pescatori Solandri, dedicato alla riproduzione della trota marmorata e del salmerino alpino, al fine di preservarne l’endemismo.

La sede dell’incubatoio


Le vasche per le marmorate ed i salmerini alpini


Le piccole marmorate

Infine ricordo che la Val di Sole è posta al confine con il Parco Nazionale dello Stelvio, possiede chilometri di torrenti praticabili con il rafting e la canoa, una grande rete di piste ciclabili da percorrere in mountain bike ed una rete di sentieri che collegano laghetti e malghe dove poter effettuare passeggiate immersi nella natura. Ne risulta quindi una grande meta di vacanza e relax anche per le nostre famiglie o per i nostri accompagnatori che non praticano la pesca a mosca!

Uno dei cartelli che indicano e descrivono le piste ciclabili e per le escursioni

Per tutte le informazioni riguardanti il costo ed il rilascio dei permessi, per sapere dove alloggiare o dove rifocillarsi e per qualunque altra esigenza di carattere turistico, vi rimando ai link del Trentino Fishing ed agli altri situati in fondo all’articolo!

Un ringraziamento particolare va ad Alberto Zanella e Nicolò Rizzi dell’Associazione Sportiva Pescatori Solandri, al Trentino Fishing grazie al quale questo week end è stato possibile ed a tutti quanti si sono prodigati per rendere unica questa avventura di pesca.
Un grosso grazie anche ai miei compagni di pesca Antonio Napolitano e Graziano Viviani, con i quali ho trascorso questo week end nella splendida Val di Sole.

Da sinistra: Pablo, Antonio e Graziano

Siti e contatti utili:

ASSOCIAZIONE SPORTIVA PESCATORI SOLANDRI:
http://www.pescatorisolandri.com/it/

TRENTINO FISHING:
http://www.trentinofishing.it/lang/IT/homepage

TRENTINO FISHING GUIDES:
http://www.trentinofishing.it/lang/IT/catalogo/cerca/std_id_categoria=15

TRENTINO FISHING LODGE:
http://www.trentinofishing.it/lang/IT/catalogo/cerca/std_id_categoria=16

Arrivederci alla prossima avventura!!



Paolo Fortunati (Pablo)
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