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Daniel Fontana

Le INTERVISTE di PIPAM
di Valerio BALBOA Santagostino

Valerio “BALBOA” Santagostino pone le sue domande a:

DANIEL FONTANA
http://www.danielfontana.it/

Daniel è nato nel 1975 a General Roca, in Argentina, in una famiglia di sportivi, infatti anche le sue sorelle sono state delle forti nuotatrici. Nel 2002 si trasferisce in Italia e tramite la nazionalità della mamma, italiana di nascita, manca per un soffio (ndr: causa incidente) la qualificazione ai giochi olimpici di Sidney. Si rifà però nel 2004 con quelli di Atene e nel 2008 a Pechino. Divenuto a tutti gli effetti un atleta professionista, comincia a gareggiare in giro per il mondo: Cuba, Brasile, Usa, Canada ed Europa tutta. Dopo la prima olimpiade, la DDS ( http://www.ddsport.it/ ) , la società per la quale gareggia e fucina di grandissimi atleti, gli offre una proposta che non può rifiutare, soprattutto dal punto di vista tecnico. “C’è molta affinità tra gli argentini e gli italiani”, mi spiega, “una ragione per la quale oramai mi sono trasferito definitivamente nel vostro paese”, ” per di più ho anche la fidanzata qui”. Per conoscere il palmares, davvero impressionante, di questo atleta, vi rimando al suo sito, riepilogandovi però i risultati più salienti. Due partecipazioni olimpiche, record italiano sull’ Ironman, in 8.05.48 ottenuto in Florida e primo italiano a vincere un Ironman del circuito ufficiale a Los Cabos, Messico.


Ironman di Los Cabos - Messico

V:  Abbiamo intervistato i padri della mosca in Italia, grandi lanciatori, editori, scrittori, pescatori,fotografi,...etc...ma mai un olimpionico!

D:  (ndr:ride..) Sai cosa c’è scritto sul mio profilo Twitter?
"Two times olympic triathlet, Ironman champion, degree in accounting and fly fishing lover!"
In USA ho un sacco di followers, soprattutto perché ho specificato che sono un pescatore a mosca

Filmato: Rio Malleo

Play Video  0'.42"

V:  Quando hai iniziato a pescare?

D:  Da bambino, a cucchiaino. Poi sai…la mosca è un arrivo.
La pesca in Argentina è leggermente diversa, vai su questi fiumi della Patagonia dove non c’è nulla e nessuno. Ci andavo con i miei amici di sempre, mangiavamo, bevevamo, ridevamo e li ho cominciato, con alcuni di loro, a far volteggiare la coda di topo.
All’inizio non pigliavo nulla, nonostante vedessi tutti i DVD di Mel Krieger. I miei amici invece prendevano e mi incazzavo. Allora mi ci sono dedicato e ho lasciato definitivamente lo spinning.

V:  Ci torni in Argentina?

D:  Ci torno una volta all’anno e vado a pescare.
Lavoro qui in DDS, coordino il settore amatoriale e collaboro con le aziende che mi sponsorizzano e con anche altre esterne. Faccio il coach, il motivatore. Tra i miei clienti più frequenti ci sono le banche.
Vado in vacanza con loro e nei loro meeting racconto le mie imprese e gli faccio vedere come ci si allena. Faccio l’ispirator a gente che non ha fatto nulla.
Guarda che ci vuole veramente poco a far scattare la motivazione. Tu ne sei un esempio. Mi hai raccontato che nell’89 eri andato a vedere un tuo compagno di militare gareggiare all’Idroscalo. E poi dove sei arrivato? …a fare il Triplo Ironman…
Vedi, basta una piccola scintilla per fare grandi cose!
Comunque mio padre mi chiede sempre quando inizio a lavorare veramente?
A proposito, ho perso uno sponsor per colpa della pesca...la Nokia.
Dopo aver riportato in azienda cinque cellulari in due anni andati a bagno, mi hanno mandato loro a fan bagno!

Training alla DDS

A un convegno

V:  So che hai scritto anche un libro?

D:  Si, nel 2014, “Dimagrire di corsa”, (Mondadori), un manuale con tanti suggerimenti per chi corre per passione e chi per dimagrire ( Dimagrire di corsa - Mondadori )

V:  Come mai la pesca a mosca ha conquistato un campione di triathlon?

D:  È bella, pesco perché mi piace pescare. E’ come fare yoga, quando pesco sto nella natura, da solo, senza telefono….nessuno mi rompe. La mosca poi è come un gioco, se riesco a indovinare l’esca giusta e capisco la risalita, ogni tiro è un pesce e questa è una soddisfazione enorme. Poi mi rilasso, mangio e bevo.

Viaggio alle Ande

V:  Bhè…”mangio e bevo”…come un passerotto però…vedendoti. ( ndr: Daniel è 67 kili per 1,85 mt).
C’è una certa affinità tra la mosca e gli allenamenti di triathlon, in altre parole tra la fatica fisica nel seguire le tabelle e la fatica nel salire su per un torrente impervio?


D:  Sulla fatica fisica no…io non soffro la fatica.

V:  Te credo Daniel!

D:  La pesca è un hobby, non ho il tempo che mi controlla.
Quando vado a pescare entro in uno stato di karma, di trance...mi passa una giornata infinita in un secondo.
Sai che spesso mi incazzo perché fa buio e non riesco più ad annodare la mosca o cambiare il finale! Mi fermo per un pisolino solamente quando torno tardi dopo aver mangiato qualcosa in autostrada. C’è affinità perché come nel triathlon, sei da solo con te stesso, con le tue capacità.
Però, se ci pensi, non ha senso tutto questo… Vai a bucare pesci e li lasci pure li.
Come il triathlon!
Vai alle Hawai a fare l’Ironman, sei in autostrada in mutande, a 45°, con un vento pazzesco,...senti male in tutto il corpo e magari ti mancano ancora 4-5 ore di gara...oggettivamente non ha senso.
In più spendi una fucilata di soldi in attrezzatura, viaggi, permessi, e poi non porti neanche il pesce a casa!
Siamo noi che diamo un significato a tutto questo. Per darlo poi alle nostre vite. E soprattutto siamo felici nel farlo.

Alle Hawaii

V:  Dalle tue parole immagino sei per il No-kill…

D:  Si io lo faccio. Mi sono accorto che qui killano. Un po’ come in Argentina, il pescatore sportivo è rispettoso, quello nativo con il barattolo fa sfracelli.

V:  Lo fanno per mangiare?

D:  No, in Argentina c’è gente povera ma c’è cibo in abbondanza. Pescano e prendono kili e kili di funghi per il gusto del possesso. Sono li e allora li prendo…poi magari li buttano via. Stesso discorso per la pesca.

V:  Ti reputi un pescatore a 360° o solo secca, solo ninfa…

D:  Io pesco con tutte le tecniche…pesco con quello che si deve pescare in quel momento. E’ già difficile pescare a mosca che se me la devo anche complicare pescando con la tecnica sbagliata…non piglio una min...

V:  Sei mai riuscito ad abbinare a una delle tue gare internazionali anche una bella pescata nelle acque di quel paese?

D:  Certo che si…però io viaggio sempre con la bici, mi è difficile portare anche la canna con me. D’estate invece, a Predazzo, è sempre in auto. Pesco sull’ Avisio...magari solamente due orette, ma tutti i giorni...dopo gli allenamenti. Pesco anche il temolo in Austria perché in Argentina non esiste.
Mi ricordo una volta in Cile...mi sono calato in un fiumetto senza wader...c’era un’acqua gelida!

Fiume Malleo, Patagonia Argentina

V:  Qui da noi dove vai più spesso?

D:  In Sesia, fiume strepitoso, riesco a camminare bene, vedere e scegliere le buche, i raschi, e che montagne! Vado anche sul Mastallone. Un piccolo appunto al tuo paese. Ci sono mille permessi da fare, leggi, leggine..etc.. In Argentina paghi una licenza annuale e peschi ovunque.

V:  Daniel, il tuo paese d’origine è l’ottavo paese per estensione al mondo e ha quaranta milioni di abitanti ! Molto probabilmente ci sono fiumi che non hanno mai visto un umano.

D:  Effettivamente…da noi è un po’ diverso...

Filmato: Rio Pulmari

Play Video  0'.12"

V:  La tua giornata tipo di allenamento?

D:  Io provengo dal nuoto...ma ho fatto tutta la carriera da triatleta.
Mi alzo molto presto, nuoto alle 7, e vado in bici nella zona di Como (Appiano Gentile) e spesso scollino in Svizzera a Mendrisio, perché c’è meno traffico e l’asfalto è più curato. Corro alla sera. Mi alleno anche molto indoor, a casa, sui rulli. Ho dei rulli da paura, i “Real Turbo Muin”, dove la resistenza fluidodinamica e magnetica viene gestita elettronicamente dal software.

Men’s Health

V:  Sei d’accordo sulla scia in bicicletta nelle gare di Triathlon?

D:  No, ma è inevitabile….in certe gare sono talmente in tanti che quando escono dall’acqua in cento in un minuto è gioco forza che si mettano in scia. Nelle gare importanti dove non è ammessa, i Pro sono controllati, gli amatori invece lo sono di meno e fanno i grupponi. A proposito, l’Italia è sicuramente un paese straordinario per andare in bici…come l’Argentina per pescare. Unico difetto, gli americani hanno quasi colonizzato la Patagonia

V:  Descrivimi un tuo “classico” allenamento.

D:  5 km di nuoto,100 di bici...alternando salite, mezz’ora di corsa. Questo per la distanza olimpica (ndr: 1,5km-40km-10km), cambiando a volte leggermente le distanze nelle tre specialità.
Tutt’altro discorso se devo preparare un Ironman (ndr: 3,8km-180km-42,2km). Allora mi sparo 5 km di nuoto, 6-7 ore di bici e 30-32 km di corsa. Si fanno molti doppi o addirittura tripli per le gare endurance: un’ ora di corsa alla mattina, una a mezzogiorno e una alla sera.
Fai le stesse distanze che devi fare senza però distruggere le gambe. E poi dei combinati: quattro ore di bicicletta e due di corsa.
Devo confessare che mi tengo in forma facendo anche molte gare in giro. Quando qui è brutto, prendo e vado in Argentina, a Dubai, in Spagna a Lanzarote...dove c’è un clima più favorevole.

V:  Quanti giorni dedichi alla pesca ogni anno?

D:  Una trentina circa.

V:  Il tuo sogno nel cassetto?

D:  Quello che mi è mancata veramente è la trotona selvaggia, pescata in un piccolo torrente, di 5-6 kili….Non l’ho mai presa. A mia parziale discolpa è che vado in Argentina quando non è mai la stagione giusta.
Sportivamente invece ho vinto tutto quello che potevo vincere, e sono completamente appagato.

Filmato: Rio Aluminè

Play Video  1'.13"

V:  Confini dell’Italia?

D:  Svizzera, Austria, Francia e Slovenia

V:  Bravo, quelli dell’Argentina invece?

D:  Cile, Paraguay, Bolivia, Brasile e Uruguay.

V:  Per un laureato in economia e commercio, niente male. Ti piace costruire?

D:  No, però mia mamma è andata in pensione e dal momento che non sapeva cosa fare, le ho comprato l’attrezzatura da costruzione e ha cominciato a fare mosche. Le fa cosi bene che ora costruisce per me, tutti i miei amici e i colleghi delle mie sorelle (una dottoressa e un’avvocatessa). Quando ci sono i saldi da Parini, faccio incetta di bustine e gliele porto tutte.

V:  Che altri hobby hai oltre la pesca?

D:  Sinceramente, oltre la pesca e il triathlon, nulla.

V:  Quando vuoi durare ancora come atleta professionista?

D:  Un anno ancora da Pro...forse...
Devo confessarti che un po’ mi sono rotto. Continuerò sicuramente ad allenarmi...per passione.

V:  Attrezzatura preferita?

D:  Orvis Clear Water 9#6...ci pesco con tutte le tecniche.
In Argentina invece, che c’è tanto vento, uso una 9 #8.
Il mulino è un STH, di fabbricazione locale.

Perca, trota nativa argentina

V:  Leggi Pipam?

D:  L’ho conosciuto tramite Fabio Manfrin di Parini. I primi tempi, in Italia, non mi trovavo a mio agio. Ero stressato dalle gare, abitavo con altra gente...Poi nel 2007/8 mi sono sistemato meglio.
Sono andato a vivere da solo...ho comprato un’auto. Allora ho cercato in Internet dove poter andare a pescare. Fabio mi ha suggerito Pipam.

V:  Oltre al triathlon abbiamo in comune anche Fabio. Quando lo vidi per la prima volta frollare ai laghi Capanna, cambiai tecnica in un pomeriggio. Caro amico, gli devo molto. Ottima scelta comunque Pipam!

D:  Ci leggo i resoconti di pesca, le informazioni sulle acque...

Bardolino, Lago di Garda

V:  Un pensiero o un augurio per gli amici di Pipam?

D:  Pescate tanto! Tutti parlano della natura, degli uccelli, dei profumi quando vanno a pescare...ma se di fianco a te c’è qualcuno che sta prendendo tanto, e tu poco o nulla, ti girano le palle...credimi! Idem se hai cappottato.
Mi ricordo un giorno in Argentina...stavo pescando a secca e non prendevo una cippa. E’ arrivata una guida vicino a me e ha cominciato a guadinare un pesce via l’altro con una Caddis...e io non l’avevo nella scatola.
Ti incazzi come un assassino...gli avrei sparato!

Ironman di Taiwan                   Tramonto sul Rio Hua Hum

V:  Scusa Daniel, siamo alti uguali e ci sono 30 kili di differenza! ...questo mi fa incazzare come un assassino!
Grazie campione, la prossima volta in acqua insieme!


D:  Grazie a voi….ci conto.

V:  Un’ultima domandina…..sceglimi un solo giocatore tra questi: Maradona, Batistuta, Messi, Zanetti, Icardi e Higuain.

D:  Maradona tutta la vita. Come giocatore e leader della squadra. Chiunque lo abbia visto nel Napoli o come ha fatto vincere l’Argentina ai mondiali dell’86, capisce che è un fuoriclasse, unico, e che non solo giocava ma faceva diventare campioni anche i suoi compagni scarsi.


V:  Io sono un nostalgico Daniel...Ardiles...ancora mi ricordo della bicicletta che fece nel film “ Fuga per la vittoria”!



Valerio Santagostino (BALBOA)

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