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Valerio Santi Amantini

Le INTERVISTE di PIPAM
di Valerio BALBOA Santagostino

Valerio “BALBOA” Santagostino pone le sue domande a:

VALERIO SANTI AMANTINI



Valerio Santi Amantini classe 63, due figli, è genovese di nascita ma, da oltre vent’anni, piemontese d’adozione. Sposato con Barbara, interprete in un ufficio turistico, è stato responsabile commerciale di un’azienda di catering, e ora si occupa di contabilità.
Da 10 anni in Club Azzurro, è in Nazionale dal 2001. Dei tanti paesi che ha pescato con la Nazionale ricorda con particolare affetto la Norvegia e la Nuova Zelanda. La Scandinavia per l’eccezionale ambiente, i pesci naturali e la gran vittoria. La Nuova Zelanda per ovvie ragioni di un mondo diverso. Grandi felci e pini, un ambiente che ricorda paesi africani ed europei nello stesso momento, mega negozi di mosca e un paradiso per i pesci. Ma –“ogni uscita ha le sue emozioni..ti lasciano un insegnamento anche se torniamo scornati e battuti”- mi spiega.

MEDAGLIERE
1993 - Medaglia di Bronzo agli Italiani a squadre nel Cellina
1994 - Entra per la prima volta nel Club Azzurro
1995-96 Vince il Club Azzurro con il Club Moschisti Ivrea
1998 - Vince il titolo Italiani a squadre sul Volturno a Isernia
1999 - Medaglia di Bronzo agli Italiani a squadre in Valsesia
- Vince la medaglia di bronzo alla finale degli italiani Individuali in lago a Savigliano (Cuneo).
2000 - Medaglia di bronzo agli italiani a squadre sul Melezzo a Verbania
2001 - Entra per la prima volta in Nazionale
- Medaglia d’oro a squadre agli Europei in Francia
- Medaglia di Bronzo agli Italiani in torrente a Porretta Terme (Bologna)
2003 - Partecipa agli Europei in Scozia
- Campioni Italiani a squadre in torrente a Trento (BZ)
- Medaglia di bronzo agli Italiani in torrente a Pont Canavese (TO)
2005 - Campione Italiano a squadre sullo Sturla, a Chiavari (GE)
- Partecipa ai Mondiali in Slovacchia
- Partecipa agli Europei in Svezia
2006 - Campione Italiano a squadre sul Volturno a Isernia (IS)
- Medaglia d’argento agli Europei in Slovenia
- Partecipa alle 1° Olimpiadi della pesca in Portogallo
2007 - Campione Italiano in torrente sul Volturno, a Isernia (IS)
- Medaglia d’oro a squadre agli Europei in Norvegia, 12° individuale
- 20° ai Mondiali in Finlandia
2008 - Medaglia di bronzo alla finale degli Italiani in torrente sul Rienza, a Bolzano
- Partecipa ai Mondiali in Nuova Zelanda
- 13° agli Europei in Spagna (Cantabria)
2009 - Vincitore del Club Azzurro
2010 - Componente della Nazionale Italiana e partecipa ai Mondiali in Polonia
- Componente della Nazionale Italiana e partecipa agli Europei in Bosnia e vince il titolo Europeo , 7° individuale
2011 - Campione Italiano Master e Junior
- Campione Mondiale Individuale
- Campione Mondiale per Nazioni
- Campione Italiano in Torrente

V: Val, ma quanto hai vinto?

V.S.A.:  Allora,vediamo…

V: Fai fatica a ricordare tutte le medaglie eh…??

Campionati Europei in Norvegia


V.S.A.:  

V: Che tecniche hai usato ai mondiali e agli italiani?

V.S.A.:  Ai Mondiali: a ninfa con il filo e streamer, agli italiani a ninfa con la coda.

V: A filo?

V.S.A.:  Massimo 4-5 metri di finale…l’azione di pesca era ravvicinata.
Sull’Isarco e l’Aurino, per via dell’acqua biancastra, potevo avvicinarmi al pesce sempre con molta cautela, e ho utilizzato ninfe del 12-14.

V: Pallina rossa?

V.S.A.:  No, quando abbiamo provato non avevano una grossa resa…Nere, con la schiena in tung.
Come filo uno spezzone unico dello 0,35, sul quale ho fatto i nodi e coperti con la colla UV, facendo dei pallini gialli, rossi e neri. Il nero spezza bene la visibilità.
Agli Italiani invece ho montato la secca subito all’inizio, per testare la zona. C’era acqua bassa…ma nulla, quindi ho preso subito la canna da ninfa.

V: Con terrestrials ?

V.S.A.:  Effimere…due alcine

Podio Campionati Italiani 2011

V: Posso chiederti che attrezzatura hai usato?

V.S.A.:  Ai mondiali tre Maxia: una 10#2, una 9#2 con il filo e una 9,8#5 a streamer montata con coda intermedia.
La 9 è abbastanza rapida; per la pesca con il filo bisogna volteggiare pochissimo, gioco sulla potenza del cimino, usando il polso.
Con questa canna è fondamentale l’avvicinamento del pescatore.
Agli italiani invece usavo più la coda, perché bisognava pescare più lunghi.

V: Si rischia di rompere con la canna rapida…

V.S.A.:  Si, ma l’esperienza ti aiuta…e in commercio esistono ora dei fili ottimi che hanno una resistenza eccezionale anche nelle misure molto basse

V: Parlami un po’ della Nazionale, del coach e dei colleghi…

V.S.A.:  Il coach è stato due volte Campione del Mondo individuale. E’ un’eredità pesante, se ci pensi bene…ha dimostrato le sue capacità agonistiche. Come CT ha fatto delle scelte coraggiose ed è stato premiato. E’ uno dei CT italiani che ha vinto di più in assoluto. Voglio ricordare anche Edoardo Ferrero, Campione Europeo in Francia, uomo di grande spessore. E’ stato il capostipite di alcune scelte che hanno cambiato radicalmente il mondo delle gare in Italia…e forse l’hanno reso anche più “simpatico” al resto dei pescatori a mosca che non praticano le gare: il no kill per esempio, e gli ami barbless.

V: Com’è la nazionale di questo mondiale?

V.S.A.:  E’ stata una Nazionale umile, compatta, consapevole delle difficoltà di fiumi come Aurino, Isarco…fiumi che erano idonei ad altre nazionali. Ha saputo reagire lavorando tutti insieme e credendo nel risultato, che non è tardato ad arrivare. Merito di tutto il gruppo comunque.
Anche l’individuale è frutto di tecniche concordate insieme e poteva vincerlo chiunque di noi.
Tra coloro che si conoscono da diversi anni, c’è affiatamento, assoluta fiducia in quello che si fa e in quello che ti viene detto di fare.

V: Il ruolo tecnico del CT è importante?

V.S.A.:  Non necessariamente…l’esperienza tecnica giova al gruppo, ma un CT deve anche possedere un aspetto umano e psicologico non indifferente. Deve saper tenere insieme il gruppo, ad esempio. Comunque quello che dice il CT ha il suo peso!

Campione del Mondo individuale

V: Bella responsabilità azz…

V.S.A.:  È chiaro che non sempre impone le sue scelte, lascia molta autonomia perché vuole vedere le tue capacità e confrontarsi.
Vorrei fare un ringraziamento, se me lo concedi…

V: Perbacco…

V.S.A.:  Vorrei ringraziare la Federazione per l’investimento che ha fatto su di noi.
I soldi che ha investito vanno riconosciuti, e questi sforzi andavano contraccambiati e penso, quale risposta migliore se non un titolo mondiale individuale e a squadre?

Campioni del Mondo a squadre

V: E’ forse l’unica Nazionale che non ha sponsor. Perché?

V.S.A.:  Domanda alla quale non so rispondere, andrebbe fatta direttamente alla Federazione.

V: Visto che siamo in tema di ringraziamenti, c’è qualcun’altro che ti ha ispirato?

V.S.A.:  Voglio ricordare un caro amico, che non c’è più da parecchio tempo, Edy Laurenzio, che mi aveva proposto di fare agonismo quando mi ero trasferito in Valle, a Pont S. Martin, nel 91…e la mia famiglia che mi ha concesso tutto questo tempo per la pesca. Ho sacrificato vacanze con loro…per le gare…e di questo gliene sono grato. Barbara (ndr: la moglie) è una donna eccezionale, mi ha sempre assecondato nella mia passione.

Federico, Victoria, Barbara e Valerio

V: Devi fare un bel regalo a tua moglie…

V.S.A.:  Si certo, ho pronta una parure...

V: Guarda che per essere all’altezza devi fondere tutte le medaglie d’oro che hai conquistato. E poi controllo pure se gliel’hai regalata
Tu, un fratello e un figlio, un tris impressionante di Santi!


V.S.A.:  Questo sport ti consente di andare avanti con gli anni. Con l’esperienza riesco a competere ancora a certi livelli. E poi ho la fortuna che mio fratello ( Valentino) e mio figlio abbiano la mia stessa passione. Federico (ndr: il figlio) è molto appassionato. Conquisterà le sue vittorie e subirà sconfitte, farà la sua strada… anche se agevolato dalla famiglia e dalla società nella crescita agonistica, poi…con il carattere che ha, ci mette parecchio del suo.

Federico che insegna a Victoria

V: E adesso che cosa vuoi fare? Fai come Cincinnato, lasci al culmine della gloria?

V.S.A.:  Se il CT me lo permette, si…

V: Te lo permette?

V.S.A.:  No!
Per il momento ha detto di no…devo difendere il titolo..

V: Quale titolo scusa…c’è l’imbarazzo della scelta

V.S.A.:  

Valerio in azione a Braies durante i Mondiali

V: Perché i garisti sono sempre un po’ abbottonati, per non dire muti come pesci?

V.S.A.:  Purtroppo è una mentalità vecchia nella Nazionale, ma ora non c’è più.
I segreti ci sono tra Società fino al Club Azzurro, poi la mentalità cambia, anzi, deve cambiare!
Il muro cade e si lavora tutti insieme. Si cerca di superare anche le piccole inimicizie.
Nello Stone Fly (ndr: il Club di Valerio e di cui è Presidente) abbiamo impostato questo lavoro fin dall’inizio. E i risultati si vedono: abbiamo sette atleti in Club Azzurro.
Vuol dire che c’è una crescita collettiva, frutto di un certo lavoro.

V: Quando hai iniziato a pescare?

V.S.A.:  A 6-7 anni, in mare, da buon genovese.
Nella salt ho fatto tutte le tecniche. A 17-18 anni mi sono stufato del mare e sono passato alle acque interne con lo spinning. In seguito, da autodidatta, a mosca. Con una sofferenza incredibile, perché non avevo fatto nessun corso.
Rubacchiavo a destra e a manca, cercavo informazioni sul lancio, i finali, le tecniche.

V: Ci hai messo tanto anche del tuo però…

V.S.A.:  Si, ho sofferto a lungo, e quando abbiamo fatto la società, uno dei miei obiettivi primari è stato proprio quello di organizzare corsi per accelerare negli altri l’apprendimento.

V: C’erano già però le scuole ai tuoi tempi..

V.S.A.:  Si però avevano una visione un po’ poetica della mosca. Solo secca, al limite una sommersina…e personalmente ho respirato appieno questo indirizzo…
E la carenza della ninfa, all’inizio, l’ho pagata.

V: Qual è la pesca che preferisci?

V.S.A.:  Tutte! La ninfa come studio dell’acqua e delle correnti e il peso corretto delle ninfe, lo streamer per come vai a provocare il pesce. La secca e la sommersa per l’emozione visiva che ti danno. Bisogna conoscerle tutte molto bene e soprattutto usarle al momento opportuno.

V: pesce che ti ha lasciato il segno?

V.S.A.:  Un temolo di 53 centimetri, in Dora, a ninfa.

V: I temoli oltre 50 cm?

V.S.A.:  Prima dell’alluvione del 2000 ce n’erano…50-51-52 centimetri…
Ho visto da un vecchio pescatore al tocco una foto ingiallita di due temoli deformati. Uno era di 2 kili…l’altro di 2,5 kili.
Forse sono gli unici temoli di circa 60 centimetri catturati in Val D’Aosta.

V: : Il pesce che vorresti prendere?

V.S.A.:  Ho viaggiato in tutto il mondo. Sono stato anche in Canada e in Siberia. Mi attira la pesca in mare ai bonefish e ai tarpon…non l’ho mai fatta…

V: Come vedi il mondo gare in Italia?

V.S.A.:  Spero che con questi risultati si inverta la rotta di un cammino, di una crisi del settore gare…anche economica.
Spero che questo mondiale vinto dall’Italia dia un po’ di ossigeno all’ambiente.
Nella mosca c’è una marea di pam che non si dedicano alle gare, ma che potrebbero avvicinarsi al nostro mondo.

V: Perché non si avvicinano?

V.S.A.:  Perché hanno dei preconcetti sulle gare, che fanno si che mantengano questa distanza.
Le gare sono ormai tutte no kill, gli ami sono barbless, il guadino è obbligatorio…
C’è un’attenzione al rilascio molto forte. Se si crea danno al pesce, c’è la squalifica immediata,etc…

V: Cosa fai ora nel campo della pesca a mosca?

V.S.A.:  Sono Presidente di una società, consulente, socio e guida di una riserva di pesca (ndr: il Chalami) e organizzatore di gare.
Mi ritengo un uomo di Federazione, collegato al suo mondo.
Cerco di dare il massimo contributo per la salvaguardia dei pesci, nei ripopolamenti e verso la natura in generale…

V: Dopo tanti anni sei stanco o stufo?

V.S.A.:  L’agonismo logora. Dieci anni ad alti livelli, pesano. Le vacanze sono condizionate dalle gare.
Però ho mio figlio che cresce giorno per giorno e gli altri amici della società che maturano e vincono. Sono un bello stimolo per continuare.

Valerio con il figlio Federico

V: Un rimpianto?

V.S.A.:  Di aver iniziato un po’ tardi l’agonismo…6-7 anni prima era meglio…

V: Bhè, visto il palmares puoi anche andare a fanc…

V.S.A.:  

A podio con Adreveno , Cotugno e Ferrero

V: Quanti giorni dedichi alla pesca ogni anno?

V.S.A.:  120 almeno…avendo un fiume a due minuti da casa (ndr: Il Lys), una regione con 200 laghi, una quantità imbarazzante di fiumi e torrenti…è impossibile non frequentare questi posti.
Ammetto che sono baciato dalla fortuna. Certe volte esco dal lavoro e pesco per un’ora soltanto..ma ripaga dello stress e della stanchezza del lavoro.

V: Che altri hobby hai oltre la pesca?

V.S.A.:  Nessun altro..obbligatoriamente…
Ero abbastanza attirato dal tennis e dallo sci, ma decisi di fare uno sforzo solo e concentrami e apprendere più velocemente possibile.
La disponibilità economica poi era importante, ero obbligato a fare delle scelte.

V: Domanda di cultura generale…cosa sono i bobbish?

V.S.A.:  Le ninfe ceke…le uso poco, forse erroneamente..non mi hanno mai ispirato tanto qui da noi.

V: Scusa, perché il doppio cognome..hai del sangue blu nelle vene?

V.S.A.:  Non saprei…Santi Amantini …forse nel mio passato c’era qualche discendenza nobiliare, di cui non ho traccia però…

V: Ok…da domani sei il Marchese Santi Amantini…suona anche bene…

V.S.A.:  

V: Senti, in comune abbiamo il nome, le iniziale del nome e del cognome…sarà mica un segno?

V.S.A.:  È propiziatorio senz’altro!
Lo sai che siamo in sintonia noi due. È facile dialogare con te. Ci si confronta bene.

V: Grazie omonimo!

V.S.A.:  A proposito. Mi hanno detto che con il lancio te la cavicchi…

V: Te l’avrà detto un amico che mi vuole bene…

V.S.A.:  …io mi sono portato dietro negli anni qualche difetto di impostazione. Sarà difficile da correggere. Mi piacerebbe confrontarmi con te sul lancio.

V: Mi onori…okkey…a un patto però…lanci in cambio di tecniche…accetti?

V.S.A.:  Senz’altro.

V: Un pensiero o un augurio per gli amici di Pipam?

V.S.A.:  Spero che si avvicinino alle gare concependole un’estensione della pam positiva e che attraverso le nostre tecniche possano avvantaggiarsi.
La pesca a mosca non è solo secca…è sempre in evoluzione.
Ma anche chi si dedica alle competizioni potrà avere beneficio, come in occasione dell’ultimo Mondiale. Il vostro forum ha sostenuto gli atleti e questo ci ha fatto molto piacere e mi lascia ben sperare.
Pensa che in Francia o in Cekia ci sono stati 3000 contatti al giorno durante i Mondiali. In Cekia la selezione Juniores era tra 500 ragazzi..giusto per darti l’idea delle dimensioni del fenomeno gare in quei paesi…
Mi auguro comunque che diventi un mondo unico, con varie sfaccettature, ma assolutamente un mondo unico, una sola passione per tutti.

V: Grazie Vale, è stato un piacere questa chiacchierata.

V.S.A.:  Grazie a te e a presto sul fiume.



Valerio Santagostino (BALBOA)

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