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George F. Grant 1906-2008 - Stone nymph



di Giuseppe Finardi (Giuse.F)
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Con una idea nuova, unica e innovativa, nel 1930 G.F. Grant Creò una ninfa ad imitazione dei grandi plecotteri presenti nel fiume Big Hole (Montana) in cui egli pescò assiduamente per molti anni.
Legò mosche fino al 1951 ed aveva un proprio negozio di pesca dove produceva artificiali con una propria etichetta : tra le sue tantissime ninfe, la più conosciuta e che gli diede allora notorietà fu la “Black Creeper “ nera di colore con segmenti rossi intrecciati nel sottopancia.
G.F.Grant non si limitò nel legare solo ninfe, ma creò streamers, mosche da salmone e curiosi sculpin, ed altro ancora. Tutti con il proprio inconfondibile stile costruttivo. Scrisse libri ed articoli su varie riviste. Fu inoltre un attivo ambientalista fin dagli anni 60, grande sostenitore nel preservare l’integrità dei fiumi, ed in particolar modo per il suo amato Big Hole, per la cui salvaguardia e protezione ha istituito una apposita fondazione.
Lo stile costruttivo di G.F. Grant si distingue da nettamente da tutte le costruzioni fatte da allora sino ad oggi per due evidenti tratti indistinguibili: il corpo è modellato con due spilli e ricoperto prima con una piuma e poi con del nylon trasparente, e per la cosiddetta tessitura fatta con peli di criniera d’alce, posti e legati tra due fili, formando così un cordoncino (con peli paralleli) da utilizzare avvolto intorno al gambo dell’amo.

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Per la costruzione del cordoncino “tessuto” è consigliabile utilizzare fili robusti (minimo 3/0), peli di criniera d’alce di buona qualità (non troppo vecchi o troppo secchi), non legarne più di 6/7 per volta, per evitare la formazione di un cordoncino troppo rigido con nodi grossi. Esistono diversi modi di “tessitura”, quello sotto illustrato è proprio di G.F. Grant.
Per una corolla di ninfa, come da foto iniziale, ci vogliono almeno 3 cm. di cordoncino.
(Filo doppiato e fissato da ambo le parti, un nodo centrale per mandare in battuta i primi peli tessuti, finita la tessitura fare un nodo contro gli ultimi per bloccare eventuali scivolamenti.)

 

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“Per chi fosse interessato, esiste un documentario del 1993, girato dallo Stato del Montana, dove G.F. Grant illustra alcuni passaggi di legatura di una sua stone nymph (dopo circa otto minuti dall’inizio del filmato).
Sito : www.fwp.mt.gov (Three Men – Three Rivers)

Sono anche in vendita solo in U.S.A. piccole ed economiche dispense e manuali dell’autore al sito : www.bhrf.org

La versione proposta è una variazione semplificata di una stone nymph, usando al posto del cordoncino tessuto una semplice soft hackle.
Materiali occorrenti : amo da ninfa, 4xl del 6/4,  filo utc 140 e 210, 2 spilli da sarta e vinyl rib, soft hackle, aculei sottili di porcospino per code (e/o nylon dello 0,30).

 

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Leghiamo le code nel classico modo, non più lunghe della metà dell’amo (le code in questo caso sono di sottili aculei di porcospino, ottimo anche in nylon dello 0,30). Fissate le code, faremo un piccolo gradino conico. Ci servirà come punto di partenza  del vinyl rib.

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Fissiamo il nostro vinyl rib partendo da sotto il gambo con la parte piatta rivolta contro l’amo. Blocchiamolo fino al piccolo gradino, proviamo che ben appoggi di fianco a questo e girandolo verso di noi posizioniamolo per bene e serriamolo. (Nella costruzione orginale si usava nylon al posto del vinyl rib e questo veniva fissato all’amo appena dopo aver messo gli spilli).

 
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Cambiamo filo con uno di spessore maggiore (utc 210) e colore diverso; con più giri cominceremo a dare forma al corpo in modo affusolato.

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Ora che il corpo è pre-formato, leghiamo uno spillo per lato (leggermente posizionato verso l’alto del corpo) con la capocchia rivolta in avanti. E’ preferibile tagliare gli spilli circa alla metà della lunghezza del corpo prima di legarli. Cerchiamo di ben affusolare la testa del corpo per non avere poi un gradino eccessivo rispetto al gambo dell’amo.

 

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Volendo, è possibile evitare l’uso degli spilli, l’unico inconveniente sarà che il vinyl rib, avvolto sino alla testa del corpo, tenderà a scivolare in avanti: con un po’ di attenzione e una goccia di colla ciano acrilica si rivolve il tutto. Il risultato finale sarà uguale.

 

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La forma del corpo è completa, scegliamo ora una piuma (jungle cock , pernice, faraona, etc.) e posizioniamola sopra il corpo per tutta la sua lunghezza. Centriamola e volendo possiamo bloccarla con qualche goccia di colla.

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Cominciamo ad avvolgere il vinyl rib partendo a ridosso del piccolo gradino, procedere a strette spire, controlliamo che la piuma, soprattutto nei primi giri di vinyl rib, sia ben ferma ed integra.

 

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Procediamo verso la testa del corpo con il vinyl rib e fermiamoci uno o due giri prima delle capocchie di spillo; cominciamo a fissare il vinyl rib, tagliamo la piuma in esubero, rifissiamo di nuovo (qualche goccia di ciano acrilica non guasta).

 

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Il corpo è finito, cambiamo filo riprendendo quello iniziale; prima di mettere l’hackle (cordoncino tessuto, pelo in asola o altro) dobbiamo verificare se il gradino formatosi (testa-corpo, gambo-amo) non sia eccessivo. Se così fosse, con qualche giro di filo, cerchiamo di attenuarlo, fissiamo l’hackle e giriamo nel consueto modo, nodo di chiusura.

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La mosca in hackle finita.

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Finardi Giuseppe (Giuse.F)

E Cue de Rat Berghem

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