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ITA - Il fiume Noce in alta val di Sole




Word and photo di Emanuele “Emanuele” Recchia
Tempo di lettura: 15 minuti


  Settembre 2013


Di solito le belle storie si raccontano dal prologo sino all’happy end. Questa volta pero’ voglio partire subito dalla fine, per dirvi che “e’ stata veramente una gran bella pescata”.
Avete presente quelle pescate che vi riempiono di soddisfazione? Ecco, e’ andata proprio cosi. Ma andiamo per ordine. Tutti i pescatori hanno la loro bestia nera, intendo dire quel fiume o torrente che non si riesce completamente a domare e che, inevitabilmente, risulta essere per svariate ragioni, ostico. Per me, tutto cio’ ha le sembianze dello splendido fiume Noce che scorre in alta Val di Sole.
Premetto che conosco abbastanza bene la Valle e i suoi corsi d’acqua per il semplice motivo che da venticinque anni trascorro le vacanze in zona e quindi nel tempo ho imparato che, soprattutto se si parla di Noce, niente e’ scontato e le scoppole sono …dietro l’angolo.
Piu’ volte infatti mi e’ capitato di affrontare questo fiume con le migliori intenzioni ma di terminare la giornata con un alto tasso di frustrazione alieutica non solo per aver preso meno del previsto, ma soprattutto per aver capito poco o niente di cio’ che era successo durante la giornata. Considerato tuttavia che il mio comportamento di moschista e’ sempre stato simile a quello di un bimbetto arrogante e curioso, attratto soprattutto da cio’ che rappresenta la sfida, non ho mai smesso di essere assiduo frequentatore di questo fiume.
Come tutti gli anni a meta’ settembre, in coincidenza con la diminuzione delle temperature e il conseguente interrompersi del disgelo in alta quota, il Noce torna ad essere pescabile. Si perche’ e’ bene dire subito che questo fiume, da aprile ad agosto, risente molto dell’acqua di neve proveniente dalle numerose montagne presenti e di fatto e’ impescabile a mosca.
Basterebbe fare una ricerca in internet per rendersi conto che il Noce e’ molto celebrato da canoisti e kayakisti che lo considerano una delle destinazioni piu’ attraenti e impegnative presenti in Nord Italia.
Per fortuna le cose cambiano anche per loro con il sopraggiungere dell’autunno quanto l’acqua torna a schiarirsi ed il suo livello si abbassa notevolmente
Prima di muovermi, come d’abitudine, do’ un’occhiata al sito dell’Associazione Pescatori Solandri ( www.pescatorisolandri.com ) per verificare che tutto sia ok e per una rapida rilettura del regolamento.
Questa volta pero’ voglio anche contattare Aristide, conosciuto tramite Pipam, per scambiare quattro parole e per farmi dare “dall’indigeno” qualche dritta su posti ed imitazioni.
Aristide, persona splendida e di gentilezza infinita, e’ profondo conoscitore del suo fiume oltre che abile pescatore. Dopo poche parole si capisce al volo che e’ uno di quei pescatori non gelosi dei suoi segreti, che al contrario cerca di metterti subito a tuo agio dandoti ogni possibile informazione utile. Peccato solo non aver avuto la possibilita’ di lanciar mosche insieme, sara’ per il prossimo anno.

Dopo aver parlato con Aristide il quadro e’ chiaro: e’ in atto una massiccia schiusa di tricotteri di color marrone scuro, iniziata la settimana prima nel tratto superiore del fiume e che ora sta progressivamente scendendo verso valle.
Non ci metto molto ad averne conferma, scendendo sul greto del fiume mi aggrappo a un ramo di una pianta da cui si alza infatti una nuvola di insetti che sfarfalla in aria, immancabilmente una sedge cade nel coppino e si infila sotto la mia camicia, amen inconvenienti del mestiere
Decido di pescare il tratto a monte del ponte di Mezzana (ca. 900 mt slm), comodo da raggiungere in auto.
Il corso d’acqua da queste parti e’ largo ca.5/7 metri e presenta le tipiche caratteristiche del torrente di fondo valle di medie dimensioni con conformazione varia che alterna veloci correnti, buche di media profondita’ e zone piu’ tranquille.
Per un amante della pesca a ninfa come il sottoscritto direi proprio che e’ un ambiente ideale. Il fiume che da queste parti e’ totalmente naturale, gli interventi dell’uomo sono fortunatamente ridotti al minimo, scorre incassato tra due pareti di piante che fanno da degna cornice a uno splendido quadro.

Non ho tanta scelta nella selezione degli artificiali, monto infatti due ninfe, la prima di punta appesantita di colore marrone e bianco vagamente simile a un astuccio di sedge, la seconda sul bracciolo piu’ leggera simile ad una pupa marrone. Dico simile perche’ (maledizione) nel mio nutrito stock di ninfe la scelta di pupae e’ limitata e i colori presenti c’entrano poco con cio’ che e’ in atto in natura in questo momento.
Ad essere sincero fino in fondo ho il dubbio che, nonostante Aristide mi abbia detto che in prima mattinata le trote sono state attive, quella odierna si possa trasformare ancora una volta in una giornata rognosa.
Il cielo sereno non mi piace in pesca e poi penso che i pesci si saranno gia’ ingolfati di pupae e che il loro appetito si sia ridotto. Intanto ci sono sedges dappertutto e lo spettacolo e’ impressionante, basterebbe questo a ricompensare della giornata …ma non diciamo balle, voglio anche prendere qualche trota!
Cerco di approcciare il fiume in modo discreto, l’acqua e’ trasparente e bassa, ci vuole niente per mettere in allarme i pesci. Uso una 10’ coda 3, con finale dello 0,12. Pochi lanci e strike! La prima trota mangia la ninfa di punta. Sono contento, ma cio’ che mi rende euforico e’ constatare che si tratta di una bella trota marmorata.
Si perche’ da queste parti la marmorata e’ padrona di casa e, nonostante sappia bene che ce ne sono tante, tutte le volte che ne catturo una resto incantato per un po’ ad ammirarne l’incredibile livrea. Spero che questa cattura non sia isolata e ne ho conferma dopo qualche buca quando prendo un’altra trota, sempre marmorata.
Risalgo il fiume in sponda sinistra e sondo soprattutto le zone d’acqua piu’ calma vicino a riva, prestando attenzione a usare artificiali non troppo pesanti per far si che vengano trasportati dalla corrente in modo naturale. La mattinata passa veloce e riesco a catturare sette pesci tutti… indovinate… tigrati ovviamente! Mi manca l’imitazione delle pupae di cui si stanno cibando le trote, ma le mie ninfe piacciono lo stesso.
Mi fermo nelle ore centrali per pranzare con moglie e figlia, sono gia’ contento cosi. Oggi il Noce con me e’ stato molto generoso. Potrei anche smettere ma decido di fare qualche lancio anche nel pomeriggio. Questa volta cambio zona e mi sposto qualche chilometro a valle nella zona di Piano, in prossimita’ della partenza dell’ovovia che d’inverno porta gli sciatori a Marilleva.
Da queste parti il fiume ha conformazione leggermente diversa ovvero si caratterizza per la presenza di tante rapide correnti spezzate da numerosi sassi disposti lungo il suo greto.
Continuo a ninfa, con tecnica high-sticking, anche perche’ non vedo attivita’ a galla. Le sedges sono sempre presenti ovunque e anzi la schiusa aumenta di intensita’, credetemi l’aria e’ invasa dagli insetti, e’ uno spettacolo unico. Se ne accorge anche mia figlia che ne cattura una manciata e vorrebbe portarle a casa…
La pesca si fa piu’ dura e riesco ancora a catturare qualche pesce, tra cui anche un paio di fario di medio piccole dimensioni.
Ho la sensazione che i pesci siano sazi e le loro pance piene di pupae di tricottero (basta guardare la foto che Aristide mi ha gentilmente mandato relativa a tre stomaci aperti di fario…).
La giornata volge al termine, e’ ora di andare a casa, la mia pupa di 8 anni (Agnese) da segni di insofferenza, sono soddisfatto. E’ stata veramente una gran bella pescata!
Non vedo l’ora di tornare e gia’ cerco di convincere mia moglie a trascorrere anche il prossimo week end in zona… tutto sommato l’aria di montagna fa bene alla bambina…
Mando un sms ad Aristide per aggiornarlo e per complimentarmi, ho pescato in un fiume dove il pesce di accrescimento naturale rappresenta la normalita’.
Ho avuto l’ennesima conferma che l’Associazione dei Pescatori Solandri sta facendo un eccellente lavoro e che il Noce e’ un fiume che sa dare emozioni vere, non ti regala niente, ogni cattura e’ sudata.
All’inizio di questo breve racconto ho parlato di “bestia nera” non a caso, ho voluto infatti mettere in guardia eventuali pam alla ricerca di posti facili che procurano catture a go-go. Il Noce con me e’ sempre stato cosi’, una volta entusiasmante, un’altra frustrante, ma questo e’ proprio il suo bello.

Limitare il discorso relativo alla pesca in Val di Sole al Noce e’ alquanto riduttivo poiche’ in Valle scorrono altri corsi d’acqua che meritano altrettanta attenzione, cito infatti il Rabbies, la Vermigliana e il Meledrio, che sono altrettanto valide e belle destinazioni.
Nel comprensorio gestito dall’Associazione, che abbraccia anche la Valle di Pejo e la Val di Rabbi, oltre a specifici tratti no-kill, ci sono anche un paio di zone con regolamento speciale (zona trofeo e big fish) per chi proprio non vuole accettare la sfida del Noce
Gli altri corsi d’acqua presenti sono ottime alternative soprattutto nel periodo estivo, anche se consiglio di verificare sempre preventivamente le loro condizioni chiamando in sede.
Non intendo dilungarmi piu’ di tanto sul regolamento in quanto nel sito trovate tutto. Desidero solo citare, come esempio interessante, che a valle del tratto dove io ho pescato in mattinata (Mezzana) c’e’ una bandita di pesca che Aristide mi ha spiegato essere stata istituita per consentire alla Federazione Italiana Canoa Kayak di svolgere gli allenamenti ed evitare cosi interferenze “pesca-kayak”.

Per quanto concerne la ricca offerta turistica della Val di Sole basta andare sul sito della APT ( www.valdisole.net ).
Il Parco nazionale dello Stelvio a nord e quello naturale Adamello-Brenta a sud fanno di questa Valle una gemma bellissima, dove il pescatore non puo’ che rimanere incantato ammirando sullo sfondo le cime di Ortles, Adamello, Cevedale e Dolomiti del Brenta.
Lasciatemi solo menzionare uno dei tanti ristoranti che celebra la favolosa cucina solandra, l’Antica Osteria di Ossana ( www.anticaosteriaossana.net ) , una tappa personalmente raccomandata al termine della giornata di pesca. Per quanto riguarda gli hotel dove soggiornare c’e’ solo l’imbarazzo della scelta.

Nota conclusiva: sono tornato il week end successivo e sono riuscito a catturare solo due pesci in sei ore di pesca, tutto sembrava uguale al sabato precedente, appunto sembrava …ma il Noce ogni volta e’ diverso, anche se sempre favoloso.
Appuntamento gia’ fissato per le prime settimane di marzo, non mi arrendo.



Emanuele Recchia
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