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Un finale universale


Un finale universale

Ogni tecnica di pesca a mosca ha un suo finale “appropriato”.
Ma per ogni tecnica, a seconda dell’ambiente in cui si pesca ed in funzione dell’attrezzatura che si usa e delle capacità tecniche personali, il finale più appropriato cambia.
Sarebbe quasi ridicolo oltreché fuorviante stabilire “a tavolino” il finale migliore.
Questo in assoluto. Poi capita che si esca a pesca, magari non sapendo nemmeno dove si andrà, se ci sarà attività o meno, e magari si è anche un po’ pigri, sia nel portarsi dietro finali diversi, sia nell’aver effettivamente voglia di effettuare l’operazione di cambio del finale, per giunta in un momento topico dell’attività.
Ecco quindi lo scopo di questo approfondimento tecnico: la realizzazione di un finale universale ossia di un buon compromesso col quale affrontare, con rapidissimi adattamenti, tutte le tecniche, senza avere la pretesa di essere il migliore in nessuna di esse.
Io lo uso indifferentemente sia con la sette e mezzo coda tre sia con la nove coda cinque.
I diametri che uso sono:
0,50 per la potenza e 0,37-0,28-0,22 per la conicità.
Diametri che garantiscono una scalarità quadratica abbastanza costante, secondo me buon parametro per avere una trasmissione di energia fluida in tutte le situazioni.
Le lunghezze sono le seguenti:
160 cm per lo 0,50 – 75 cm per lo 0,37 – 45 cm per lo 0,28 – 20 cm per lo 0,22 - in totale sono 3,00 mt esatti.
Come filo uso il Kamoufil, a parte lo spezzone dello 0,28 per il quale uso un bicolor giallo rosso, utilissimo per quando pesco a ninfa.
Faccio il nodo barilotto (quattro giri) tra 0,50 e 0,37 e tra 0,37 e 0,28. Queste sono le parti sempre costanti. Sulla parte finale dello 0,28 faccio un micro asolina, a cui collego lo 0,22 sempre con finendolo con una piccola asola.
Di solito pesco a secca in caccia, per cui allo 0,22 lego uno spezzone di tip del 0,16/0,18 in funzione della mosca, di lunghezza variabile tra 120 e 150 cm.
Uso un tip dello 0,14 se devo pescare a ninfa, con lunghezza proporzionale al fondale. Solo se devo pescare su pesci selettivi in bollata (comunque non scendo mai sotto lo 0,12) o in situazione di forte infrascamento, che richiedono lanci raggruppati e sovrapposti, cambio il pretip dello 0,22 con uno 0,20 allungandone la lunghezza a 40 cm (cosa che facilita il collassamento del finale stesso ed una miglior azione antidragaggio).
Se pescando intravedo una situazione (occasionale) idonea allo streamer, o addirittura una cacciata, strappo il tip e lo cambio con uno spezzone di 0,20 lungo 50 cm.
Se invece propendo per una pescata costante con lo streamer, elimino il pretip e lego direttamente al bicolor dello 0,28 uno spezzone di 50 cm di 0,20/0,22
Tutto questo comporta il vantaggio di portarsi dietro molta meno attrezzatura e molti meno fili/finali, cosa spesso necessaria quando si coniuga la pesca con lunghe camminate, riuscendo comunque ad affrontare con sufficiente logica tutte le situazioni che si possono presentare sul fiume.

Beppe Saglia


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