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Cheppia - alosa fallax




Ordine:clupeiformi;  Sottordine:clupleodei;  Famiglia:clupeidi;  Specie:alosa fallax

Vari ittiologi considerano la specie A. fallax suddivisa in due sottospecie: A. fallax fallax, distribuita lungo le coste europee dell'Atlantico, e la A. fallax nilotica, presente nel Mediterraneo e nel Mar Nero.
Ma questa suddivione non è ancora certa in quanto si basa sul numero delle branchiospine e nella conformazione dei filamenti branchiali che trovano una notevole varaibilità anche negli esemplari della stessa sottospecie.

Morfologia e colorazione

La cheppia ha un corpo abbastanza alto nella parte preventrale, copresso lateralmente nella parte ventrale.
La testa ha un profilo triangolare ed è fornita di una bocca rivolta verso l'alto al cui interno sono presenti piccoli denti disposti sulle mascelle, sul palato, sulla lingua ma non sul vomere.
La mascella superiore è incisa, gli occhi sono grandi e sugli opercoli sono evidenti striature raggiate.
La parte ventrale presenta una carenatura costituita da una serie di piccoli scudi ossei con punta rivolta verso la coda.
Il peduncolo caudale, piuttosto stretto, presenta, su ciascun lato, una coppia di scaglie allungate che si estendono all'indietro sopra ai raggi della pinna caudale; la pinna caudale è biloba.
Le branchiospine sono piuttosto ruvide, ossificate, e distanziate.
La sua livrea è chiara con riflessi verdi-blu sul dorso, i fianchi ed il ventre sono argentati con riflessi dorati, sulla parte alta del dorso a partire dall'opercolo branchiale sono presenti 4-8 macchie nere disposte su di una fila, di grandezza decrescente a partite dall'opercolo branchiale fino a circa metà della lunghezza del corpo, a volte in numero e/o forma diversa sui due lati.
La gola e la mascella sono rosate.
La pinna dorsale è corta.
La lunghezza media è di 35-45 cm ma può anche raggiungere 60 cm per un peso che di circa 1-2 kg, i maschi superano raramente i 40 cm.
Non c'è dimorfismo sessuale.

Habitat

L'alosa è un pesce pelagico con abitudini gregarie, dimora stabilmente in alto mare tranne quando risale i fiumi per la deposizione.
Durante l'inverno le cheppie vivono presso il fondo e mangiano prevalententemente crostacei, mentre in estate si riuniscono in modesti gruppi e si spostano negli strati superficiale alla ricerca piccoli pesci con cui nutrirsi.

Distribuzione

Le cheppie sono presenti sia nel Mediterraneo che nell’Atalantico e risalgono i fiumi delle coste dalmate, italiane, francesi, spagnole, portoghesi ed inglesi.
In Italia i fiumi frequentati dell'alosa sono: l'Arno, il Tevere, il Volturno, il Po, l'Adige, l'Ofanto, il Narenta, il Magra, il Vara, il Serchio, il Panaro, il Brenta, ...

Regime alimentare

L'alos si nutre, nel periodo invernale, di crostaceimentre mentre nel periodo estivo va a caccia di sardine, spratti, acciughe e altri piccoli pesci.
Durante la risalita dei fiumi cessa di nutrirsi mentre sembra riprendere l'alimentazione nel corso della discesa verso il mare (negli stomaci nelle cheppie del Tevere che tornavano verso il mare è stata rilevata la di varie forme di invertebrati, prevalentmente gammaridi, e piccoli pesci.
I giovani si nutrono di ogni tipo di piccoli invertebrati planctonici e bentonici.

Riproduzione

Vive in mare e risale i fiumi per la deposizione.
La maturità sessuale viene raggiunta per i maschi tra i 3 ed i 7 anni, per le femmine tra i 4 e gli 8 anni.
I riproduttori compaiono negli estuari a partire da febbraio nei fiumi della Sardegna e da marzo in quelli dell'Italia centro/settentrionale.
Solitamente i branchi di alose in migrazione sono costituiti da maschi di 3-4 anni e femmine di 4-5 anni.
All'inizio del periodo di migrazione i branchi sono costituiti prevalentemente da maschi, mentre nel periodo di massimo afflusso, in aprile e maggio, prevalgono le femmine.
La risalita avviene per tratti più o meno lunghi, in rapporto alle caratteristiche idrografiche del bacino fluviale, fino al raggiungimento di fondali sabbiosi o ghiaiosi dove avviene la deposizione.
La riproduzione avviene tra maggio e giugno.
Durante la riproduzione si formano gruppi costituiti, in genere, da una femmina e da una ventina di maschi.
La riproduzione avvine in acque basse e soprattutto di notte.
La femmina, sfrega il ventre contro il fondo per provocare la fuoriuscita delle prime uova, quindi dà inizio ad una serie di movimenti verticali dal fondo alla superficie, e viceversa, durante i quali emette le rimanenti uova.
Le uova, del diametro di circa 1 mm, deposte vanno alla deriva sul fondo; una femmina adulta ne può produrre fino a diverse decine di migliaia (120 000/kg in media).
Al termine della riproduzione la mortalità incide notevolmente sugli individui di maggiore età, tanto che le alose che ritornano al mare al termine della primavera e all'inizio dell'estate hanno taglie mediamente inferiori rispetto a quelle entrate nelle acque interne. Ogni adulto effettua la migrazione anche due o più volte.
Il ritorno in mare dei riproduttori avviene entro luglio, mentre quello dei giovani nati avviene prevalentemente in autunno.
I giovani restano in acque dolci sino a quando non raggiungono la dimensione di 10-15 cm, poi scendono in mare ove si alimentano con grande voracità.


Status della specie

Pur essendo ancora comune in molti fiumi italiani la costruzione di sbarramenti ed il deterioramento di qualità delle acque stanno facendo calare, in modo considervole, il numero dei riproduttori. Ad esempio nel Tevere la cheppia è particamente scomparsa.
Agli inizzi del secolo scorso l'alosa era comune nel Po a giungeva fino a Casale Monferrato, dove la presenza di una diga impediva, già allora, un'ulteriore risalita, oggigiorno, nello stesso bacino, la risalita della cheppia si ferma allo sbarramento di Isola Serafini.
Solo ultimamente, in alcune regioni settentrionali d'Italia, sono state introdotte alcune leggi per la tutela di questo pesce, proibendone la pesca nel periodo immediatamente precedente la riproduzione (Magra, Taro) e limitando il numro di esche utilizzabili (Taro).
Il divieto non impedisce tuttavia la cattura, in primavera negli estuari, di notevoli quantità di cheppie destinate alla frabbricazione di farine di pesce.

Pesca a mosca

La pesca alle cheppie viene effettuata durante la risalita per la riproduzione.
Si utilizzano canne di 8 o 9 piedi per code 8 o 9. Le code devono essere ad alto grado di affondamento in quanto la pesca si effettua randete al fondo.
Gli artificiali utilizzati sono piccoli streamer (amo 6 o 8) dai colori chiari e luminosi. Si lancia e si lascia affonfare/derivare il tutto in modo da raggiungere la profondità di stazionamento del branco e si comincia a rucuperare velocemente a piccoli strappi tenendo la punta della canna in acqua.
L'attacco è deciso ed il combattimento divertente, la cheppia è un pesce di notevole potenza.

Nomi

Dialettali italiani:
Piemonte Cipia - Lombardia Cepa - Liguria Salacca, Cipra - Veneto Ciepa, Ceppa, Sardòn - Sicilia Losa, Alaccia - Sardegna Saboga, Boga, Laccia
Esteri:
Francese Alose feinte - Inglese Twaite shad - Tedesco Finte, Elben

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