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Lampada / Lente per la costruzione

2005 di Gianni Cannonero
Il fai da te, oltre ad un notevole risparmio, consente un piacere paragonabile alla cattura di un bel pesce con una propria imitazione. D’inverno, quando la pesca è ferma, può essere una valida alternativa.
Gli oggetti autocostruiti sono ovviamente reperibili sul mercato specializzato ma, a parte la differenza di costi, volete mettere la soddisfazione ?




Questa Lampada/Lente usata in un ambiente, ad esempio, illuminato da una luce al neon, ne ammorbidisce il bianco con la sua luce a incandescenza generando un’illuminazione simile alla luce naturale. La poca potenza delle minilampade inoltre non genera ombre fastidiose sull’area di lavoro che rimane pertanto ben illuminata anche con le mani al lavoro e, allo stesso tempo, non genera il calore tipico (se non in minima parte) delle lampade a incandescenza normali. Nella costruzione del modello riportato l’unica spesa è stata l’acquisto della lente (8/10 €uro).
Il risultato assomiglia a una lampada per laboratori elettronici, reperibile sul mercato, ma a costi ben diversi!

Occorrente :
  • un braccio snodato di una vecchia (o nuova) lampada da tavolo (a) sufficientemente robusta da sopportare il peso della lente.
  • una lente di circa 10/12 cm di diametro (quelle con supporto in plastica da appoggiare sulle carte topografiche, normalmente vendute per 8/10 € sui banchetti di ferramenta dei mercatini o delle fiere) (b)
  • un alimentatore da 12V residuo di qualche vecchia serie natalizia (c)
  • una decina di lampadine a spillo da 12V provenienti dalla stessa serie. (d)
  • due spezzoni di tubo di ottone filettato (maschio e femmina) con 3 dadi, reperibili da qualche vecchio lampadario (o negozi bricolage) (e)
  • una piccola staffa (f)
  • alcune viti con dado



1) Si prende la lente e si “sfila” il basamento che non verrà utilizzato, lasciando il perno nella sua posizione (servirà successivamente per formare il blocco di chiusura)



2) Sui due pezzi restanti, ancora incernierati tra loro, verranno fissati:

- Su quello con la lente la staffa per essere agganciata al braccio della lampada.
- Sull’altro le lampadine



Fissaggio Lampadine

3) Sul supporto in plastica non contenente la lente applicare le lampadine (8 o 10 a seconda della dimensione della lente) utilizzando gli appositi “portalampade” per rendere agevole l’eventuale sostituzione delle lampadine bruciate, come in figura,fissandole con un sottile filo di ferro o rame attraverso appositi forellini praticati allo scopo.

4) Fate passare i cavi elettrici dal lato opposto del supporto ed effettuate i collegamenti (saldati e isolati) in modo che tutte le lampadine risultino collegate in parallelo.

5) Collegate il filo elettrico proveniente dal bracciolo e sistemate i fili in modo che richiudendo la lente sul supporto si venga a formare un unico blocco.Resta solo da fare in modo che il blocco così ottenuto resti “chiuso”, ma riapribile all’occorrenza per l’eventuale manutenzione.


Blocco di chiusura

6) Il blocco è stato costruito praticando due piccoli fori sul supporto e utilizzando un chiodo senza testa, ripiegato, in modo che agganci fermamente il perno lasciato appositamente quando si è sfilato il terzo lato del supporto, così come mostrato in figura.


Fissaggio staffa e raccordo

7) Sul supporto contenente la lente va invece fissata, sul lato superiore, la piccola staffa (f) tramite due viti e relativi dadi.

8) Sull’altro lato della staffa dovrà essere praticato (o allargato) un foro di diametro pari al diametro del tubo di ottone filettato (maschio) che dovrà essere inserito e fissato con i dadi. La parte femmina del raccordo deve essere forata sui lati e collegata (come in figura) al braccio della lampada.

9) A questo punto avvitate le due parti del raccordo e posizionate i dadi in modo che due blocchino la staffa e il terzo il raccordo stesso. In questo modo lente e braccio formano un corpo unico stabile ma, allo stesso tempo, ne è consentita anche la basculazione.


Alimentatore

10) Per ultimo non vi resta che collegare l’alimentatore al filo che esce dal braccio della lampada mediante un morsetto, una saldatura o meglio una piccola presa/spina e il gioco è fatto.
Naturalmente i materiali possono essere adattati o sostituiti con altri che ognuno è in grado di reperire tra le miriade di cianfrusaglie che abitualmente popolano ripostigli, cantine o garages.





Se avete eseguito tutto alla perfezione il risultato finale dovrebbe essere pressappoco questo.




Gianni Cannonero (GiCo)


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